Tra il 2005 e il 2025, l'Italia ha visto la scoperta di 453 nuove specie e sottospecie di piante spontanee, di cui ben 443 endemiche, ovvero presenti esclusivamente sul territorio nazionale. Questo dato emerge da un approfondito studio della Società Botanica Italiana, pubblicato sulla rivista Plant Biosystems. Il lavoro, coordinato da Gianniantonio Domina dell'Università di Palermo, offre una fotografia dettagliata della flora italiana, delineando le aree con maggiore e minore conoscenza.

La ricerca ha evidenziato che le regioni con il maggior numero di nuove specie individuate sono l'Abruzzo (74), la Sicilia (69), la Toscana (53) e la Sardegna (51).

L'avanzamento nella mappatura della flora spontanea è stato particolarmente significativo in Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Al contrario, ampi settori del Mezzogiorno, tra cui Basilicata, Calabria, Molise, Campania, Puglia e la stessa Sicilia, restano meno esplorati.

Le scoperte più significative e il loro impatto

Tra le scoperte più circoscritte si annoverano il Dente di Leone di Montecristo (Leontodon montecristensis), descritto nel 2025 sull'isola di Montecristo; il Lino di Katia (Linum katiae), individuato nel 2011 in Calabria sul Monte Manfriana (Pollino); e l'Adonide del Fucino (Adonis fucensis), descritta nel 2023 in Abruzzo sul Monte Annamunna, vicino al Fucino.

Lorenzo Peruzzi dell'Università di Pisa, tra i principali autori dello studio, ha sottolineato come l'opera rappresenti un punto di riferimento essenziale per comprendere la biodiversità vegetale italiana e per orientare i futuri sforzi di tutela e conservazione.

L'aggiornamento della mappatura floristico-vegetazionale italiana, basato su 3.902 riferimenti locali pubblicati tra il 2005 e il 2025, ha permesso l'introduzione dell'Indice di Avanzamento della Conoscenza Floristica (IFA), uno strumento per misurare il progresso nelle diverse regioni. L'Emilia-Romagna si conferma la regione meglio documentata con un IFA di 0,81, seguita da Lombardia (0,60), Friuli-Venezia Giulia (0,54), Trentino-Alto Adige e Veneto (entrambe a 0,53).

Nel Centro Italia, spiccano Lazio (0,50), Sardegna (0,45) e Toscana (0,36).

Fattori di progresso e prospettive future

Il progresso nella conoscenza della flora spontanea italiana è stato reso possibile da una combinazione di fattori: progetti scientifici coordinati, programmi di citizen science, la creazione di database digitali e un rinnovato focus sulla tassonomia. Il genere Hieracium, con 147 nuovi taxa, è il più rappresentato tra le nuove entità descritte. Nonostante i significativi passi avanti, lo studio evidenzia che persistono ampie lacune conoscitive in alcune aree del Sud Italia, indicando la necessità di ulteriori e mirate ricerche.