Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Pepe, ha annunciato l'introduzione di un significativo pacchetto di nuove regole per la gestione delle acque minerali e termali nella regione. L'importante comunicazione, avvenuta il 29 luglio 2026, delinea un approccio rinnovato che mira a garantire sia una maggiore chiarezza normativa sia l'implementazione di compensazioni economiche dirette a favore dei comuni lucani interessati dalle concessioni. Questa iniziativa rappresenta un passo cruciale per la regolamentazione delle preziose risorse idriche del territorio.

Un nuovo quadro normativo per la gestione delle acque

Secondo quanto dettagliato dal presidente Pepe, le disposizioni introdotte sono state concepite con l'obiettivo primario di assicurare una più elevata trasparenza e una maggiore certezza nei rapporti che intercorrono tra gli enti pubblici regionali e i soggetti privati che operano nel settore della gestione delle risorse idriche. Pepe ha enfaticamente dichiarato che "le regole saranno più chiare per tutti gli operatori del settore e per i comuni coinvolti", sottolineando l'intento di semplificare e rendere più accessibili le normative vigenti. Il presidente ha inoltre messo in evidenza che l'aspetto delle compensazioni economiche costituisce un elemento irrinunciabile e fondamentale di questa riforma, ideato per garantire che i benefici derivanti dallo sfruttamento delle acque siano tangibilmente percepiti e distribuiti direttamente alle comunità locali, promuovendo un equilibrio tra sviluppo economico e responsabilità territoriale.

Compensazioni economiche dirette per i comuni lucani

Un pilastro centrale delle nuove direttive è rappresentato dalla previsione che i comuni che ospitano le concessioni di acque minerali e termali ricevano specifiche e adeguate compensazioni economiche. Il presidente Pepe ha rimarcato con forza che questa misura è stata pensata per valorizzare il ruolo essenziale e la funzione di tutela che le amministrazioni locali svolgono nella gestione e nella salvaguardia delle risorse naturali presenti sul proprio territorio. Attraverso queste nuove opportunità finanziarie, come spiegato da Pepe, "i comuni potranno così disporre di maggiori risorse per investimenti in servizi e infrastrutture", consentendo loro di migliorare significativamente la qualità della vita dei residenti e di potenziare le dotazioni strutturali.

Questo approccio mira a creare un circolo virtuoso di sviluppo e benessere.

Il provvedimento complessivo, come illustrato dal presidente del Consiglio regionale, si inserisce armonicamente in un più ampio e ambizioso quadro di riforma della normativa regionale che disciplina le acque minerali e termali. L'obiettivo strategico di questa revisione è quello di promuovere uno sviluppo sostenibile e condiviso del territorio lucano, garantendo al contempo la protezione e la valorizzazione di un patrimonio idrico di inestimabile valore per la Basilicata. La riforma intende bilanciare le esigenze di sfruttamento con quelle di conservazione, per un futuro più prospero e responsabile.