Nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2026, gli attivisti di Extinction Rebellion hanno condotto un'azione dimostrativa a Torino, proiettando messaggi luminosi sulla facciata del grattacielo della Regione Piemonte. Slogan come "Morti, siccità, incendi: i colpevoli sono qui" e "Le istituzioni sapevano, ma non hanno fatto niente" sono comparsi sull'edificio nel quartiere Lingotto, visibili da tutta la periferia sud della città. L'iniziativa mira a denunciare le politiche climatiche della giunta regionale, in un contesto di temperature eccezionalmente alte, siccità e incendi che hanno colpito il Piemonte.

Le accuse alle politiche regionali

In una nota, Extinction Rebellion ha ribadito che i fenomeni climatici estremi sono dirette conseguenze della crisi climatica. Il gruppo ambientalista accusa la giunta guidata dal presidente Alberto Cirio di aver ostacolato misure nazionali e internazionali per una transizione ecologica rapida e giusta. Un'attivista ha dichiarato che la giunta, in carica dal 2019, ha la responsabilità di aver prima negato la crisi climatica e poi fatto pressione per alleggerire e ritardare norme comunitarie volte a ridurre le emissioni. Gli ambientalisti ricordano inoltre che il presidente Cirio è stato costretto a dichiarare lo stato di emergenza per gli incendi boschivi e la siccità solo dopo aver a lungo contestato la crisi ecoclimatica e denigrato la comunità scientifica.

La gestione della crisi idrica, infine, è stata caratterizzata dal tentativo, poi bocciato dalla Corte Costituzionale, di ridurre il minimo flusso vitale dei fiumi già in sofferenza.

Il Grattacielo: simbolo della protesta

Il grattacielo della Regione Piemonte, sede principale dell'amministrazione regionale e inaugurato nel 2022, è stato scelto dagli attivisti come simbolo delle istituzioni. Situato nel quartiere Lingotto di Torino, l'edificio rappresenta un punto focale per le decisioni politiche piemontesi. Questa azione si inserisce in una campagna più ampia di Extinction Rebellion contro la giunta Cirio, avviata settimane prima con l'affissione di locandine nel centro di Torino. Gli attivisti sostengono che le istituzioni avrebbero avuto da tempo gli strumenti scientifici per affrontare la crisi climatica, ma che le risposte si sono limitate a provvedimenti emergenziali, ritenuti insufficienti per fenomeni definiti strutturali.