Nella notte tra il 30 e il 31 luglio 2026, gli attivisti del movimento Extinction Rebellion hanno proiettato lo slogan “Questo caldo è una scelta politica” sulla cupola della Mole Antonelliana a Torino. L’iniziativa, resa nota dal movimento stesso, fa parte di una serie di azioni già intraprese nelle settimane precedenti, quando manifesti con il medesimo messaggio erano comparsi in diversi quartieri della città.
Le motivazioni della protesta
Extinction Rebellion ha chiarito che la proiezione mira a richiamare l’attenzione sulle responsabilità politiche nella gestione della crisi climatica.
Secondo il movimento, il governo nazionale e la Regione Piemonte avrebbero “contribuito allo smantellamento delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici”. La nota diffusa dal gruppo sottolinea che “Quello che stiamo vivendo oggi è la diretta conseguenza delle scelte politiche degli ultimi trent’anni”. Gli attivisti sostengono che i governi succedutisi nel tempo e le grandi compagnie petrolifere abbiano continuato a privilegiare i combustibili fossili, rallentando di fatto la necessaria transizione energetica.
La protesta si lega anche alle stime sulle vittime del caldo estremo registrato durante l’estate e ai significativi danni subiti dal comparto agricolo. Il movimento evidenzia con forza che “la crisi climatica non è un costo futuro, sta colpendo ora gli agricoltori, i lavoratori, le aziende, le famiglie.
Chi pagherà questi danni?”.
Il dibattito politico e le emissioni
Nei giorni precedenti l’azione sulla Mole Antonelliana, manifesti con slogan simili erano stati affissi tra il quartiere Aurora e il Quadrilatero Romano di Torino, riportando frasi come “Questo caldo è gentilmente offerto da Governo e Regione Piemonte” e “Questo caldo è una scelta”. Le iniziative di Extinction Rebellion sono volte a criticare la politica energetica nazionale e regionale, giudicata favorevole all’uso dei combustibili fossili, considerando che in Piemonte oltre la metà dell’energia elettrica sarebbe prodotta tramite il gas metano.
La campagna ha generato anche reazioni nel panorama politico. Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino, ha definito gli slogan “suggestivi ma completamente scollegati dalla realtà dei numeri”.
Fontana ha ricordato che l’Italia incide per lo 0,7% delle emissioni globali e che l’Unione Europea contribuisce per circa il 6%. Ha inoltre evidenziato una significativa riduzione delle emissioni dal 1990, pari a circa il 30% per l’Italia e al 36% per l’Europa, invitando gli attivisti a concentrare la loro attenzione sui Paesi con maggiori responsabilità in termini di emissioni a livello mondiale.