La vendemmia 2026 nelle Marche prenderà il via con circa una settimana di anticipo rispetto all'anno precedente. L'avvio anticipato della raccolta è stato determinato dalle alte temperature estive, che hanno accelerato la maturazione delle uve. Coldiretti Marche ha annunciato che la raccolta delle prime varietà, come il Pinot Nero e lo Chardonnay, destinate alle basi spumante, inizierà già nei primi giorni della prossima settimana.
A partire dal 24 agosto, la vendemmia entrerà nel vivo, coinvolgendo progressivamente tutti i principali areali vitati della regione.
Le previsioni di produzione si attestano intorno a 870.000 ettolitri di vino, un volume simile a quello dello scorso anno. Questo dato si mantiene stabile nonostante i danni localizzati causati dalle grandinate estive, che in alcune aziende hanno compromesso fino al 90% della produzione. Tuttavia, il settore esprime forte preoccupazione per le giacenze di vino in cantina e per il rallentamento dei consumi, in particolare tra le giovani generazioni.
Strategie per il futuro del comparto vitivinicolo regionale
Di fronte a queste sfide, Coldiretti Marche ha sollecitato la Regione ad adottare strategie che privilegino la qualità sulla quantità. Tra le proposte avanzate figurano una revisione delle rese produttive, una mappatura aggiornata del vigneto regionale e l'implementazione di strumenti efficaci per riequilibrare il mercato.
L'organizzazione ha inoltre avviato una campagna di ascolto dei produttori vitivinicoli, dalla quale è scaturito un Piano strategico nazionale per il settore. L'obiettivo è coniugare tradizione e innovazione per valorizzare il patrimonio vitivinicolo regionale, considerato uno dei simboli distintivi dell'agricoltura marchigiana.
Il settore vitivinicolo italiano tra clima e mercato
Il contesto nazionale rivela un settore vitivinicolo di grande rilevanza strategica. In Italia operano circa 241.000 imprese viticole, con un fatturato complessivo di 14 miliardi di euro e una superficie coltivata di 681.000 ettari. Di questi, il 78% dei vigneti è destinato a produzioni a Indicazione Geografica. Le condizioni climatiche estreme, caratterizzate da temperature elevate e siccità, hanno determinato un anticipo della vendemmia anche in altre regioni italiane, confermando l'impatto del cambiamento climatico.
Le difficoltà non si limitano agli aspetti climatici: le aziende devono affrontare l'aumento dei costi di produzione e la carenza di manodopera specializzata. Le giacenze di vino in cantina sono aumentate del 6,7% rispetto al 2025, un dato che accentua le preoccupazioni per l'equilibrio del mercato e la competitività del settore.