A Taranto, il 12 settembre 2026, Luciano Manna di VeraLeaks ha segnalato una fuoriuscita di materiale schiumoso giallastro da un tombino sotto l’altoforno 2 dell’ex Ilva. L’episodio è avvenuto pochi minuti dopo la pronuncia della Corte d’Appello di Milano sul fermo dell’area a caldo. Manna ha allegato una fotografia alla denuncia.
L’attivista ha allertato Arpa Puglia e la Guardia Costiera per verificare la natura del materiale. Questo, secondo la segnalazione, è confluito nei canali collegati al Mar Grande. Manna ha sottolineato l'urgenza di comprendere la natura della sostanza e il suo impatto, dato che i canali sfociano nel Mar Grande.
Dettagli della fuoriuscita
La denuncia indica un tombino sotto l’altoforno 2 come punto di fuoriuscita della sostanza schiumosa e giallastra, osservata la mattina del 12 settembre 2026. La segnalazione include la valutazione di Manna: "gli impianti ex Ilva inquinano ancora". La verifica richiesta agli enti riguarda composizione e percorso del materiale. Arpa Puglia e Guardia Costiera sono i destinatari dell’allerta; non sono stati comunicati esiti di analisi o accertamenti.
Blocco area a caldo
L'episodio si colloca nel contesto della pronuncia della Corte d’Appello di Milano, che ha confermato il blocco dell’area a caldo dell’ex Ilva. La Corte ha respinto la richiesta di sospensiva contro il decreto del 27 luglio 2026. La decisione riguarda lo stabilimento di Taranto e l’area produttiva collegata agli impianti a caldo. La vertenza implica lo spegnimento dell’unico altoforno rimasto attivo.