Valori elevati di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili sono stati rilevati nell'aria dall'Arpac nell'area di Taverna del Re, a Giugliano, in provincia di Napoli, dopo l'incendio divampato il 6 settembre 2026. Il rogo ha interessato un sito di deposito di rifiuti stoccati in balle. Il dato emerge dal primo ciclo di monitoraggio effettuato e riguarda un campionatore posizionato nei pressi del focolaio.

La sommatoria delle concentrazioni rilevate ha raggiunto i 2,4 pg/Nm3 I-TEQ (picogrammi per normal metro cubo in termini di tossicità totale equivalente).

Questo valore è stato indicato come significativamente superiore al valore di riferimento correntemente utilizzato dalla comunità scientifica, pari a 0,15 pg/Nm3 I-TEQ, secondo la fonte Lai, Germania. Le sostanze specifiche prese in considerazione nel monitoraggio sono state le diossine, i furani e i PCB diossina-simili aerodispersi.

Dettagli sul monitoraggio e i risultati

Il ciclo di monitoraggio che ha prodotto questi risultati si è svolto tra il 7 e l'8 settembre 2026. Il campionatore è stato strategicamente collocato nei pressi del sito interessato dall'incendio, con l'obiettivo di rilevare con precisione le concentrazioni dei microinquinanti nell'aria nell'area più prossima al rogo. L'esito di queste misurazioni è stato diffuso il 9 settembre 2026, fornendo un quadro del primo periodo di analisi successivo all'evento del 6 settembre.

Il sito specifico dell'incendio è un deposito di rifiuti stoccati in balle, situato nella località Taverna del Re, all'interno del territorio comunale di Giugliano. La rilevazione si è concentrata esclusivamente sulle sostanze disperse in aria oggetto del monitoraggio comunicato: diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili. Il confronto numerico evidenzia una netta differenza tra il valore misurato di 2,4 pg/Nm3 I-TEQ e il valore di riferimento di 0,15 pg/Nm3 I-TEQ.

L'intervento e le attività dell'Arpac

L'Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) è intervenuta prontamente nel tardo pomeriggio del 6 settembre 2026. L'intervento è avvenuto nell'ambito delle attività coordinate dal Centro coordinamento soccorsi della Prefettura di Napoli.

I tecnici del dipartimento di Napoli dell'Agenzia hanno attivato, nella serata dello stesso giorno, il campionatore dedicato al monitoraggio delle diossine, dei furani e dei policlorobifenili diossina-simili aerodispersi, posizionandolo nelle immediate vicinanze del sito dell'incendio.

L'Agenzia ha inoltre comunicato che le operazioni di monitoraggio sono tuttora in corso, e che ulteriori risultati saranno resi noti in futuro, fornendo un aggiornamento continuo sulla situazione ambientale dell'area.