Un vasto incendio è divampato sull’isola di Santa Maria, una delle gemme dell’arcipelago di La Maddalena, situata in prossimità dell’isola di Spargi. L'allarme è stato lanciato il 10 settembre 2026, con le prime operazioni di spegnimento avviate intorno alle 19:19. Per contrastare l'avanzata del rogo, che si è esteso rapidamente, sono stati immediatamente mobilitati due Canadair, un Super Puma e un elicottero leggero. Questi mezzi aerei si sono impegnati in un'intensa attività dall’alto, mentre il forte vento di maestrale ha rappresentato una sfida significativa, spingendo con forza le fiamme e il denso fumo in direzione del mare.
Il sindaco di La Maddalena, Fabio Lai, ha seguito da vicino e coordinato le complesse operazioni di protezione civile direttamente sul luogo dell'emergenza. Sebbene la direzione del vento abbia fortunatamente orientato il fronte delle fiamme verso il mare aperto, allontanandolo dalle aree più sensibili, il primo cittadino ha tuttavia sottolineato con preoccupazione che “il danno ambientale è elevato”. La gestione dell’intervento ha previsto un’azione sinergica tra i mezzi aerei, fondamentali per lo spegnimento, e un presidio costante a mare, con l’obiettivo primario di assicurare una risposta rapida ed efficace in ogni scenario possibile nell’area interessata dall'incendio.
Richiesta di motovedette per la sicurezza e possibili evacuazioni
In un’ottica di massima precauzione e prontezza, il sindaco Lai ha prontamente richiesto l’invio di motovedette da parte delle forze dell'ordine e di soccorso: Guardia Costiera, Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale, con partenza dalla vicina Palau. Questa richiesta mirava a garantire la massima preparazione per eventuali evacuazioni via mare, nonostante al momento dell’intervento non risultassero turisti presenti sulle spiagge della zona colpita. Il sindaco ha specificato che l’area interessata dal rogo è poco antropizzata, ma ha ribadito con fermezza la necessità di mantenere tutti i mezzi navali disponibili per fronteggiare qualsiasi evoluzione delle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza del territorio.
Il dispositivo di intervento è stato ulteriormente rafforzato e ampliato con l’impiego di squadre di barracelli e numerosi volontari della protezione civile, che hanno offerto un supporto prezioso. Il sindaco ha inoltre provveduto a requisire alcuni mezzi di trasporto terrestri, sui quali sono stati imbarcati gli operatori impegnati in prima linea nelle difficili operazioni. La presenza delle motovedette è stata considerata cruciale non solo per il monitoraggio, ma anche per la concreta possibilità di trasferire persone via mare in caso di necessità, mentre i mezzi aerei hanno continuato a concentrare i loro sforzi sul vasto rogo che ha devastato l’isola di Santa Maria. La dichiarazione del primo cittadino, “dobbiamo essere pronti a ogni evenienza”, ha sintetizzato in modo chiaro e incisivo la strategia operativa e la determinazione adottata durante le fasi più critiche del coordinamento dell'emergenza.
Il contesto geografico e naturalistico dell'Isola di Santa Maria
L'isola di Santa Maria si colloca nella porzione settentrionale dell’arcipelago di La Maddalena, un gioiello naturalistico della Sardegna. È particolarmente nota per essere l’isola più pianeggiante dell’intero arcipelago, una caratteristica che la distingue dalle altre formazioni rocciose circostanti. Il suo punto più elevato, la località denominata Guardia del Turco, raggiunge un’altitudine di 49 metri sul livello del mare. La vicina isola di Razzoli è separata da Santa Maria da un canale naturale estremamente stretto, conosciuto localmente come Passo degli Asinelli. Questi specifici dettagli geografici e morfologici collocano il vasto incendio in un settore insulare caratterizzato da ampi e delicati spazi naturali, dove i collegamenti e gli interventi, specialmente in situazioni di emergenza, si affidano primariamente e strategicamente alle vie marittime.