Un ampio fronte di associazioni ambientaliste e sindacali siciliane ha chiesto all'assessorato regionale dell'Ambiente di sospendere l'iter autorizzativo per i due inceneritori previsti a Palermo e Catania. La richiesta, formalizzata a Palermo l'11 settembre 2026, si concentra sullo stato delle conferenze dei servizi per l'istruttoria del PAUR, il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale.

Il documento presentato evidenzia gravi problematiche: lacune documentali, criticità tecniche, procedurali e progettuali, e potenziali rischi per la salute pubblica e l'ambiente.

La posizione è netta: “Si fermi l'iter”. Le associazioni chiedono il ritiro delle proposte progettuali e, in alternativa, l'apertura immediata di un'inchiesta pubblica per un confronto approfondito.

Le obiezioni sull'iter autorizzativo

Le principali obiezioni si concentrano sulle sedute delle conferenze dei servizi dedicate all'istruttoria del PAUR. Secondo le associazioni, le numerose lacune e criticità emerse compromettono la regolare prosecuzione dell'iter autorizzativo e mettono in dubbio la fattibilità tecnica e gestionale degli impianti. Il riferimento centrale resta ai due inceneritori di Catania e Palermo, inseriti nel procedimento regionale.

La richiesta formale all'assessorato regionale dell'Ambiente insiste sulla sospensione immediata delle conferenze dei servizi sugli inceneritori di Catania e Palermo.

Le organizzazioni sollecitano il ritiro definitivo delle proposte progettuali. Qualora la Regione Siciliana decidesse di proseguire, l'alternativa irrinunciabile sarebbe l'indizione di un'inchiesta pubblica, considerata l'unica sede adeguata per un confronto trasparente e un approfondimento tecnico sui progetti.

Le osservazioni tecniche sui termovalorizzatori

Già in precedenza, nel contesto delle osservazioni tecniche sui termovalorizzatori di Palermo e Catania, Legambiente Sicilia, Zero Waste Sicilia e Wwf Sicilia avevano espresso forti perplessità. Le contestazioni riguardavano valutazioni incomplete sugli impatti ambientali e sanitari, la previsione di costi di realizzazione e gestione elevati e una pianificazione complessiva giudicata non coerente con gli obiettivi di riciclo dei rifiuti e di economia circolare.