Il Consiglio del Parco delle Madonie ha approvato all’unanimità la richiesta al presidente della Regione Siciliana per il riconoscimento dello stato di emergenza. La decisione, presa a Palermo l’11 settembre 2026 in adunanza aperta, è motivata dalla crescente e problematica presenza di daini e cinghiali. Questa situazione critica incide sulla gestione della fauna, la tutela degli ecosistemi, l’agricoltura, la sanità e la sicurezza nel territorio.
La richiesta mira non solo al riconoscimento dello stato di emergenza, ma anche all’assegnazione di risorse straordinarie.
Tali fondi sono essenziali per il controllo della fauna selvatica, l’aggiornamento dei piani di gestione e il potenziamento delle strutture del Parco. Il provvedimento è stato proposto dal presidente Giuseppe Ferrarello e dal consigliere Bellavia, rappresentante del Comune di Polizzi Generosa, in relazione ai gravi danni ambientali e agricoli e alle problematiche sanitarie e di sicurezza emerse.
Danni e impatti sul territorio
Tra le principali criticità evidenziate figurano i danni a coltivazioni, terrazzamenti e muretti. Nelle basse Madonie, la fauna si avvicina sempre più ai centri abitati, generando preoccupazione. Il Consiglio ha sottolineato la necessità di strumenti più efficaci per la gestione di daini e cinghiali nel territorio del Parco.
Mario Cicero, sindaco di Castelbuono e presidente del Gal Madonie, intervenuto alla riunione, ha rimarcato il ruolo dei selecontrollori e l’esigenza di un’azione coordinata. Cicero ha dichiarato: “Se gli interventi vengono fatti congiuntamente si possono raggiungere dei risultati, da soli non si va da nessuna parte”, un principio che ha informato la richiesta unanime.
Indennizzi per i danni da fauna selvatica
Il tema dei danni da fauna selvatica era già stato affrontato dall’Ente Parco delle Madonie in una comunicazione dell’8 settembre 2026, che annunciava l’avvio degli indennizzi per aziende e privati. Le procedure di rimborso riguardano danni accertati e documentati, con la prima annualità interessata riferita al 2021 e provvedimenti già predisposti fino al 2024.
L’obiettivo è estendere i rimborsi entro pochi mesi fino a settembre 2026.
Le risorse provengono in parte dall’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana, che ha stanziato 200 mila euro, mentre ulteriori somme saranno coperte direttamente dall’Ente Parco. Il presidente Giuseppe Ferrarello ha sottolineato l’impegno verso il territorio, ringraziando l’assessore Giusy Savarino. Il direttore Giuseppe Maurici ha firmato i provvedimenti fino al 2024, e la dirigente Isabella Potestio ha assicurato la prosecuzione delle procedure per le annualità successive. Nell’immediato, circa 110 mila euro sono stati destinati alle ditte danneggiate: 62.835,29 euro per l’annata agraria 2022 e 47.986,27 euro per il 2021, a conferma della concreta risposta del Parco.