Il Monviso è stato indicato come caso emblematico della sofferenza delle montagne e dell'instabilità in quota da Legambiente e dalla Carovana dei ghiacciai. L'allarme è stato lanciato a Torino il 3 settembre 2026, durante la tappa piemontese della campagna, inaugurata sul Monviso con la partecipazione di esperti di Arpa Piemonte e dei guardiaparco dell'Ente di gestione delle aree protette del Monviso. Le principali criticità evidenziate includono il quasi esaurimento del ghiacciaio del Coolidge, ora declassato a glacionevato, l'instabilità della parete nord-est e il significativo deficit di portata del fiume Po, che nasce ai piedi del massiccio.

Le osservazioni condotte in quota hanno rivelato che il ghiacciaio del Coolidge non è più misurabile come tale. La sua presenza è ora ridotta a “placche di ghiaccio”, situate in una nicchia e circondate da rocce e detriti. Questa stessa area è direttamente collegata alla parete nord-est del Monviso, un punto critico per l'instabilità delle formazioni rocciose e per la progressiva degradazione del permafrost.

Il quadro di instabilità sul Monviso

La parete nord-est del Monviso si estende per circa 1.200 metri di dislivello, caratterizzata da rocce fortemente fratturate. Questa configurazione, secondo gli esperti, aumenta la probabilità di frane in alta quota. Il monitoraggio include anche i rock glacier, accumuli di detriti rocciosi permeati da ghiaccio che si formano nelle aree periglaciali.

Questi sono considerati importanti serbatoi d'acqua, un elemento cruciale nel contesto delle profonde trasformazioni che stanno interessando l'ambiente di alta montagna.

Oltre ai ghiacciai e alle pareti rocciose, l'allarme si estende al fiume Po. Il corso d'acqua, che ha le sue sorgenti ai piedi del Monviso, ha registrato un allarmante deficit di portata del -76% a Isola Sant'Antonio durante l'estate della campagna. Questo dato si aggiunge alle preoccupazioni per la condizione del Coolidge e per i crolli della parete nord-est, configurando un quadro di grave sofferenza ambientale.

La frana che ha interessato l'area dei rifugi

L'allarme per l'instabilità è stato rafforzato da una recente frana che si è verificata sul Monviso, nella zona dei rifugi Giacoletti e Quintino Sella, in prossimità di Crissolo.

Il distacco ha interessato la parete nord-est e l'area circostante i rifugi, evidenziando la vulnerabilità del territorio montano. La situazione richiede un'attenzione costante per la sicurezza e la salvaguardia dell'ecosistema alpino.