Due giovani esemplari di Caretta caretta, battezzate Lucy e Cristina, sono state restituite al loro ambiente naturale l'8 settembre 2026, con una liberazione in mare avvenuta al largo dell’isola della Meloria, a Livorno. Il loro ritorno nelle acque toscane è stato possibile grazie alle approfondite cure veterinarie ricevute presso il Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno, dove i due animali sono stati assistiti dopo essere stati recuperati in circostanze distinte.
Lucy era stata rinvenuta il 20 febbraio a Castagneto Carducci, spiaggiata e in stato di tramortimento, a seguito di una violenta mareggiata.
Il suo recupero era stato effettuato dagli ufficiali della Capitaneria di Porto di Piombino. Cristina, invece, era stata recuperata il 14 luglio nelle acque al largo dell’Isola di Montecristo, vittima di un episodio di pesca illegale che l'aveva coinvolta. Prima della loro reintroduzione in mare, entrambe le tartarughe sono state dotate di un microchip sottocutaneo, un dispositivo essenziale per la loro identificazione in caso di futuri monitoraggi o di eventuali nuovi recuperi.
Il ritorno in mare e la scelta del microchip
Per Lucy e Cristina, la decisione è stata di non applicare le tradizionali tag metalliche esterne. Questa scelta è stata dettata dalla giovane età dei due esemplari e dalla loro attuale fase di crescita.
Si è ritenuto che un dispositivo esterno potesse potenzialmente interferire con il normale sviluppo fisiologico dell’arto sul quale sarebbe stato collocato. Il microchip è stato quindi confermato come lo strumento privilegiato per l’identificazione, garantendo un monitoraggio efficace senza ricorrere a marcature visibili esterne.
La liberazione in mare di Lucy e Cristina si inserisce attivamente nel quadro delle iniziative promosse dalla rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità della Regione Toscana. ARPAT svolge un ruolo di coordinamento fondamentale per questa rete, occupandosi sia del recupero degli esemplari spiaggiati sia del monitoraggio costante dei nidi di tartaruga marina Caretta caretta.
L’operazione specifica alla Meloria è stata gestita e coordinata con professionalità dallo staff dell’Acquario di Livorno, che ha operato in stretta collaborazione con la Guardia Costiera e con il supporto di altri professionisti ed enti dedicati alla conservazione marina.
La storia di Lucy: dal recupero alla riabilitazione
Al momento del suo ritrovamento, Lucy presentava un carapace di 9 per 8 centimetri e un peso di 92 grammi. L’esemplare, con ogni probabilità nato nell’estate del 2025, è stato trasferito al Centro Recupero e Riabilitazione dell’Acquario di Livorno immediatamente dopo il suo recupero a Castagneto Carducci. Nella fase iniziale del suo percorso di cura, Lucy è stata ospitata per una notte in un’incubatrice, un accorgimento necessario per aiutarla a superare lo stato di shock ipotermico causato dalla mareggiata che l'aveva portata a riva. Successivamente, dopo l’ingresso definitivo nel centro, Lucy è stata collocata in una vaschetta appositamente poco profonda, per favorire il suo graduale recupero.