Una vasta discarica abusiva di circa 1.000 metri quadrati, contenente approssimativamente 700 metri cubi di rifiuti, anche pericolosi, è stata scoperta e sottoposta a sequestro preventivo d'urgenza dalla Guardia di Finanza nel Padovano. L'operazione, comunicata il 10 settembre 2026, ha interessato un'area aziendale che, sebbene formalmente destinata al trasporto merci, era stata illecitamente trasformata in un sito di stoccaggio non autorizzato.
A seguito dell'intervento, il proprietario e gestore dell'area è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria per il reato di gestione non autorizzata di rifiuti.
Il sequestro, eseguito dai finanzieri del Gruppo di Padova con il supporto tecnico dei funzionari dell'Arpav, è stato successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip), confermando la legittimità dell'azione intrapresa.
Le indagini e i metodi di individuazione
L'individuazione della discarica abusiva è stata il frutto di un'accurata attività di monitoraggio del territorio, sviluppatasi attraverso diverse fasi. Inizialmente, i controlli sono stati condotti via terra, con pattugliamenti e verifiche sul campo. Successivamente, per una copertura più ampia ed efficace, sono stati impiegati specifici sorvoli aerei.
La Sezione Aerea delle Fiamme Gialle di Venezia ha utilizzato mezzi dotati di tecnologie avanzate, tra cui sistemi radar, mappe interattive e avanzati sistemi ottici.
Questi strumenti hanno permesso di identificare con precisione l'area interessata e di raccogliere le prove necessarie per accertare l'illecito. Il controllo approfondito ha rivelato che l'azienda non possedeva le autorizzazioni indispensabili per lo stoccaggio dei rifiuti, confermando la natura abusiva dell'attività.
Tipologie di rifiuti rinvenuti nel sito
All'interno dell'area sequestrata, le autorità hanno accertato la presenza di una vasta gamma di materiali, classificabili sia come rifiuti non pericolosi che come rifiuti pericolosi, accumulati in violazione delle normative ambientali. La quantità complessiva stimata era di circa 700 metri cubi, distribuiti all'interno dello spazio aziendale.
Tra i rifiuti non pericolosi sono stati rinvenuti: vetro, metalli, plastiche, elettrodomestici, cavi elettrici, legname, idropitture, imballaggi, componenti d'arredo e accessori d'abbigliamento. Questa varietà indica una gestione indiscriminata e priva di qualsiasi criterio di smaltimento.
La categoria dei rifiuti pericolosi includeva invece materiali che richiedono procedure di smaltimento specifiche e controllate, quali: apparecchiature elettriche ed elettroniche contenenti Cfc, batterie di auto, vernici, solventi e oli minerali. La presenza di tali sostanze rappresenta un significativo rischio ambientale e per la salute pubblica.
Il ruolo dell'Arpav nei controlli ambientali
Il supporto dei funzionari dell'Arpav (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) è stato fondamentale durante l'intervento.
L'agenzia svolge un ruolo tecnico cruciale nei controlli ambientali, monitorando aziende e impianti con autorizzazioni ambientali censiti nella propria banca dati.
L'obiettivo primario di questi controlli è la verifica del rispetto delle norme in materia di tutela ambientale e delle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi. L'intervento congiunto di Guardia di Finanza e Arpav ha permesso di affrontare efficacemente la situazione, portando al sequestro dell'intera discarica abusiva individuata nel sito aziendale e alla successiva convalida del provvedimento d'urgenza da parte del Gip.