A Gela, in provincia di Caltanissetta, è emersa una grave situazione ambientale: due aree adiacenti alla Riserva protetta Biviere sono state scoperte essere state impiegate per lo smaltimento illecito di rifiuti, includendo sia materiali pericolosi che non pericolosi. La vicenda, venuta alla luce il 10 settembre 2026, ha condotto al sequestro preventivo dei terreni, un'azione intrapresa dalla Capitaneria di porto a seguito di approfondite verifiche. Le superfici interessate, che si estendono per un'area complessiva di oltre tremila metri quadrati, sono state identificate come riconducibili a due specifiche aziende operanti nel settore ortofrutticolo locale.

Il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, ha prontamente emanato due ordinanze indirizzate ai proprietari dei fondi. Tali provvedimenti impongono la rimozione dei rifiuti accumulati nelle aree sottoposte a sequestro, specificando che l'operazione dovrà avvenire previa richiesta di temporaneo dissequestro. Questa disposizione mira sia a regolare la gestione dei terreni sotto vincolo giudiziario sia a garantire l'eliminazione dei materiali smaltiti in maniera irregolare.

Sequestro e obblighi di bonifica

Le indagini condotte dalla Capitaneria di porto si sono concentrate su due specifiche superfici situate in prossimità della Riserva Biviere. A seguito degli accertamenti, entrambe le aree sono state poste sotto sequestro preventivo.

La scoperta di rifiuti pericolosi e non pericolosi è stata la motivazione centrale dei provvedimenti, con le ordinanze sindacali che individuano chiaramente nei proprietari dei terreni i soggetti responsabili dell'esecuzione della rimozione e della bonifica.

Il coinvolgimento delle due aziende ortofrutticole evidenzia il contesto produttivo delle zone interessate. I terreni, che superano i tremila metri quadrati, si trovano in una posizione critica, a ridosso di un'area protetta. La rimozione dei materiali, come stabilito dalle ordinanze, può avvenire esclusivamente dopo aver ottenuto il temporaneo dissequestro, un passaggio obbligatorio dato che le aree sono già sotto vincolo giudiziario.

Precedenti indagini ambientali nella Riserva

La Riserva Biviere di Gela, dunque, non si trova per la prima volta al centro di questioni ambientali. Già nei giorni precedenti al 6 settembre 2025, l'area era stata oggetto di attività di ricognizione e campionamento dei suoli, un'iniziativa disposta dalla Regione. Queste verifiche rientravano in un più ampio e strutturato piano di indagini integrative finalizzate alla caratterizzazione ambientale dell'intera area protetta. Per garantire la piena operatività e consentire l'accesso anche a porzioni di terreno private, il sindaco Di Stefano aveva in precedenza firmato un'ordinanza specifica, indirizzata ai tecnici incaricati di condurre tali accertamenti.