Wwf e Legambiente hanno presentato ricorso al Tar contro la decisione della Regione Friuli Venezia Giulia di non sottoporre a Valutazione di impatto ambientale (VIA) il progetto pubblico-privato di riqualificazione di parte del Porto Vecchio di Trieste, presentato da Costim srl e due imprese collegate. L'iniziativa, annunciata il 21 settembre 2026, è sostenuta dal comitato Porto Chiaro, che ha avviato una raccolta fondi per supportare l’azione legale.
Il comitato contesta le procedure del piano, criticando l'unione tra il progetto pubblico e quello privato.
L'accorpamento dei due progetti, secondo i promotori, mirerebbe a evitare la VIA ordinaria sull'intero intervento. La suddivisione artificiosa in due parti, con una sola sezione sottoposta a procedura ambientale, lascerebbe indefinita una parte significativa, inclusi i 19 magazzini. Questa scelta è definita una “presa in giro per la città”.
Carenze nella VIA e controlli ambientali posticipati
Le associazioni ambientaliste denunciano carenza di dati scientifici e omissioni nella gestione amministrativa. Marisa Vidali, presidente del comitato scientifico Wwf Friuli Venezia Giulia, ha specificato che l'impugnazione riguarda i decreti del 6 luglio e 28 agosto. La contestazione verte sull'esclusione della VIA ordinaria per l'intero progetto e sul rinvio dei controlli ambientali alla fase esecutiva.
Vidali ha sottolineato: “tutti i controlli ambientali e i censimenti ecologici sono stati posticipati alla fase esecutiva, quando i cantieri saranno già avviati”. Richiamate anche carenze nei dati scientifici ambientali, con attenzione a ricadute sull'ambiente e sull'area marina protetta di Miramare. Cruciale la necessità di monitoraggi ambientali preliminari (monitoraggi zero), fondamentali come dati di partenza.
Criticità specifiche: bonifiche, idrogeologia, traffico e ecosistema marino
Tra le ulteriori criticità, si segnalano carenze nelle analisi relative a bonifiche, studio dello stato idrogeologico dell'area, impatto del traffico generato e effetti sull'ecosistema marino. Le associazioni e il comitato sottolineano come questi aspetti, cruciali per una valutazione ambientale completa, non siano stati adeguatamente considerati in fase preliminare, ma rimandati a momenti successivi, compromettendo trasparenza ed efficacia della tutela ambientale.