La Commissione europea ha adottato a Bruxelles, il 27 ottobre 2026, un nuovo quadro sulla resilienza climatica, come allerta UE sul clima, che chiede ai Paesi membri di elaborare piani strategici nazionali per l’adattamento all’aumento delle temperature globali. Questo quadro indica una traiettoria comune di riscaldamento, stimando un incremento di 2 gradi entro il 2050 e di 3 gradi entro il 2100 rispetto ai livelli preindustriali. Il provvedimento assegna agli Stati un ruolo nella prevenzione dei rischi climatici.

La notizia, diffusa dalla sede europea alle 11:54 del 27 ottobre 2026, sottolinea come il quadro adottato colloca l’adattamento tra le materie da affrontare con strumenti nazionali coordinati.

La richiesta rivolta agli Stati membri riguarda piani strategici capaci di coprire i diversi settori dell’economia, senza limitare il monitoraggio alla dimensione ambientale.

Piani nazionali e monitoraggio europeo

I piani nazionali dovranno riguardare più ambiti economici e rientrare in un sistema di verifica collegato anche al Semestre europeo. Il monitoraggio della resilienza climatica viene quindi agganciato a un meccanismo utilizzato nell’Unione per seguire le politiche economiche e di bilancio degli Stati membri. La formulazione adottata colloca la resilienza anche come questione economica, oltre che ambientale.

Il nuovo quadro europeo prevede un riferimento comune per il riscaldamento globale, da usare nelle decisioni su politiche, asset e investimenti.

Prevede inoltre l’individuazione dei responsabili dei rischi nelle politiche pubbliche e nei diversi livelli di governo, per definire chi gestisce i rischi climatici nelle aree di competenza. Per gli Stati membri è indicato un unico piano strategico, collegato agli obblighi di pianificazione previsti dalla Legge europea sulla resilienza climatica e dalla Legge europea sul clima.

Il quadro europeo per la resilienza climatica: obiettivi

Il quadro per la resilienza climatica punta a rafforzare la capacità dell’Europa di anticipare e gestire i rischi climatici, proteggere persone e territori e prevenire danni evitabili. Introduce una Legge europea sulla resilienza climatica e strumenti pratici per passare dalla reazione ai disastri alla prevenzione degli impatti climatici.

Questo approccio comune europeo alla gestione dei rischi climatici e all'integrazione della resilienza nelle politiche, nell'economia e negli investimenti, è concepito per rendere l'Europa più preparata e sicura di fronte alle sfide future.