Think Pink - pensare positivo. Questo è lo slogan del Quindicesimo Mercato del Vino organizzato da FIVI a Bologna Fiere. La manifestazione si terrà dal 21 al 23 Novembre 2026. Fino al 15 Novembre, è possibile acquistare il biglietto in prevendita a prezzo ridotto. Il mercato ha il patrocinio del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna, e da Ascom Bologna. Il mercato comprende mille vignaioli provenienti da ogni regione d'Italia, 3 delegazioni internazionali ( Repubblica Ceca, Bulgaria e Slovenia) appartenenti a CEVI Confèdèration Europèenne des Vignerons Indèpendants ed una nutrita rappresentanza della Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti.

Essere vignaioli, storie di vigne e di vini

Gli appassionati bevitori, saranno invitati a momenti d' incontro dedicati al "bere indipendente". Si parlerà di promuovere e tutelare la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico- economiche del vignaiolo. Dietro il lavoro in vigna ed in cantina, si creano relazioni sociali che rafforzano i territori e le comunità. Per evitare il default del vino italiano, negli anni passati la parola chiave era "resilienza". A questa, si è affiancato il motto "pensare positivo", che spalanca le porte ad una serie di esperienze raccontate in fiera dai vignaioli. Non basta più monetizzare il raccolto della stagione, occorre scavare più in profondità. E la Fiera permette di fare ciò attraverso importanti masterclass.

Come quella che mette in degustazione il vino "Rosa" (qualità coltivata in Abruzzo), in progamma Sabato 21 Novembre- dal titolo "Visioni rosa: un viaggio nei "rosautoctoni" italiani". Altro impegno dei vignaioli è reinserimento dei soggetti svantaggiati, testimoniato nella masterclass di Domenica 22 Novembre intitolata " Un bottone per condividere, un calice per restare insieme: la Valpolicella di Marinella Camerani",un progetto sociale con ragazzi disabili.

Crisi d'identità e nuovi ruoli in cantina

Queste preziosissime risorse, non hanno vita facile nel mercato globale odierno. Il vignaiolo nel mercato assume così un ruolo meno burocratico e più umano. Saranno così incoraggiate altre realtà storiche nazionali ed internazionali, a promuovere l'indipendenza del vino.