L'atteggiamento verso il risparmio delle famiglie italiane sta cambiando: più oculatezza nella gestione del denaro, volontà di ridurre al minimo le spese di gestione e semplicità del rapporto con l'istituto bancario. A sottolineare questo trend è stato il convegno dell'Abi (Associazione banche italiane) dal titolo "Dimensione Cliente". L'appuntamento è dedicato alla relazione banca-cliente e ha avuto inizio ieri per protrarsi durante tutta la giornata di oggi. Il dato generale che è subito trasparso è che le famiglie, per fare fronte alle difficoltà indotte dalla crisi, riorganizzano i propri rapporti finanziari, razionalizzando al massimo le scelte.

Il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari è intervenuto a tal proposito dichiarando:"Stiamo attraversando un momento di trasformazione della nostra società e la famiglia sta dimostrando una grande capacità di tenuta". In effetti, in Italia, come sappiamo, la famiglia rappresenta il più grande e sicuro ammortizzatore sociale e un perno sostitutivo al welfare statale, praticamente inesistente. La propensione al risparmio e all'investimento sicuro (di solito patrimoniale) e la resistenza all'indebitamento che stanno caratterizzando l'atteggiamento delle famiglie italiane, rimangono dei saldissimi punti di forza per il sistema economico del nostro Paese e fanno registrare addirittura un incremento della raccolta di capitali di risparmio da parte delle banche, soprattutto attraverso l'apertura di conti correnti e conti doposito.

Se le famiglie hanno cambiato atteggiamento nei confronti delle banche, è altrettanto vero che si sta verificando anche il contrario, vale a dire: sono sempre più numerosi gli istituti che studiano prodotti e offerte malleabili e personalizzabili, per venire incontro alle esigenze che mutano con la crisi globale. A questo proposito, ad esempio, con il fine di sostenere il potere d'acquisto delle famiglie in difficoltà, diversi istituti hanno adottato iniziative quali la sospensione delle rate di mutuo. I dati Abi illustrano che, a gennaio 2012, le banche hanno sospeso più di 60 mila mutui, pari a 7,3 miliardi di debito residuo, garantendo alle famiglie liquidità per oltre 464 milioni di euro.