Ecco le novità sull’Imu che si attendevano da giorni. L’emendamento al decreto fiscale approvato conferma il pagamento dell’Imu sulla prima casa in tre tranches: si inizia con la prima il 16 giugno, la seconda il 16 settembre e la terza il 16 dicembre, con il saldo di conguaglio dell’intero anno.

Nella prima e nella seconda rata si pagherà il 33% dell’importo dovuto calcolato sull’aliquota base (0,4% per le prime case e 0,76% per le seconde case), in questo modo entro settembre si verserà il 66% di quanto si deve, contro il 50% previsto dalla norma precedente, che è rimasta in vigore fino ad ora e prevedeva il pagamento in due rate.

L’ultima rata, prevista per il 16 dicembre, servirà come conguaglio in base alle diverse decisioni prese nel frattempo dai Comuni, che potranno decidere variazioni dello 0,2% sulle prime case e dello 0,3% sulle seconde.

L’Imu potrà essere pagato non solo tramite l’F24, ma anche attraverso bollettino postale. Non è prevista l’imposta di bollo per le ricevute relative al pagamento del canone d'affitto se si sceglie la cedolare secca e nemmeno per la fideiussione prestata in favore del conduttore.

Imu: agevolazioni “ristrette” per la prima casa

Nell’emendamento approvato si legge un restringimento dei criteri di definizione della prima casa. Solo se il possessore e la sua famiglia vivono abitualmente e risiedono anagraficamente nell’abitazione potranno accedere alle agevolazioni previste.

Non ne beneficeranno, ad esempio, i coniugi conviventi che hanno due case e dichiarano però di avere residenze separate nello stesso Comune. In ogni caso l’aliquota e la detrazione per l’abitazione principale e per le relative pertinenze devono essere uniche per nucleo familiare indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti.

Imu: esenzioni per immobili terremotati e “sconti” per dimore storiche

Per gli immobili distrutti dal terremoto del 6 aprile del 2009, se distrutti o oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o parzialmente, sono esentati da Irpef, Ires e Imu fino alla ricostruzione effettiva degli stessi e al ripristino della loro nuova agibilità.

Per le dimore storiche-artistiche la riduzione aumenta al 40%.

Imu: divorziati

Nel caso di separazione o divorzio l’Imu dovrà essere pagato da chi resta in casa (chi ha un "diritto di abitazione") anche se non è necessario che sia il proprietario.

Imu: dal 2013 calcolo sul web

L’emendamento presentato dal relatore Gianfranco Conte prevede che “a partire dal 2013, per la loro efficacia, le delibere in materia di Imu debbano essere pubblicate sul sito informatico del Dipartimento delle Finanze entro la data del 30 aprile dell'anno cui si riferisce la delibera. In tal modo i contribuenti potranno determinare in maniera più agevole ed una sola volta l'importo dovuto per l'anno di riferimento”.