Ancora poche ore e i contribuenti italiani potranno finalmente avere qualche notizia più certa su quanto peserà l’Imu sulle loro tasche e quando si dovrà pagare. Ciò che sembra certo, per ora, è la divisione delle rate in tre tranches ,che vedono confermate le due date del 18 giugno e del 17 dicembre, a cui è stata aggiunta una “intermedia” del 17 settembre. Il pagamento dell’imposta in tre rate rimane l’unica certezza di un provvedimento che vede ancora molti punti da definire. Il relatore Gianfranco Conte (Pdl), venerdì, alla fine dei lavori in commissione Finanze alla Camera, aveva affermato l’intenzione di presentare i suoi emendamenti per la mattinata di oggi, al fine di iniziare a votare per le 14:00, per licenziare il testo già in serata e mandarlo in Aula domani.

Il testo dovrebbe quindi prevedere la divisione in tre rate: le prime due (18 giugno e 17 settembre) dovrebbero essere identiche e ammontare al 33%, anziché al 50% del quantum calcolato sull’aliquota base (0,4% sulla prima casa e 0,76% sugli altri immobili). La terza rata (17 dicembre) potrebbe prevedere un conguaglio, da conteggiare secondo le aliquote effettive che lo Stato e i Comuni avranno stabilito nel frattempo. La divisione in tre rate dovrebbe riguardare solo l’abitazione principale e non quelle secondarie. questo proposito, la risposta definitiva arriverà con un emendamento odierno del relatore. All’interno di questo dovrebbero essere contenuti degli alleggerimenti dell’imposta sulle dimore storiche e sulle case affittate con il cosiddetto canone concordato.

Sembra invece che resterà l’Imu sulle fondazioni bancarie e sulle abitazioni degli anziani ricoverati negli ospizi. Il relatore potrebbe anche accogliere la proposta del Terzo Polo di abbassare l’aliquota per tutti gli immobili dallo 0,76% allo 0,4% rendendola uguale a quella delle prima casa.

Ancora qualche ora, dunque, per sapere quanto e quando si pagherà l’Imu. Intanto le novità del decreto fiscale riguarderanno anche i pagamenti in contanti di stipendi e pensioni oltre i 1000 euro da parte della Pa, prorogati al primo di giugno. Infine verranno presentati gli emendamenti che prevedono di nuovo la cancellazione  delle commissioni (dopo il loro ripristino), ma solo per chi va in rosso per meno di un mese e per meno di mille euro.