Inizia domani a Milano So Critical So Fashion, evento dedicato alla moda etica e consapevole; si tratta della terza edizione e si parlerà di sartoria, principi etici, consumo critico e designer indipendenti, mentre si potranno toccare tessuti biologici ottenuti a basso impatto ambientale. Una piccola oasi all’interno della Milano Fashion Week e un universo completamente parallelo a quello della grande produzione, che con i suoi punti vendita ha talvolta stravolto il centro della città.
Ad accentuare l’atipicità della manifestazione rispetto al contesto in cui nasce è anche la location: i Frigoriferi Milanesi sono lo storico edificio del 1899 nato per la produzione del ghiaccio e la conservazione di alimenti.
Ai tempi erano tra i più grandi d’Europa e negli anni sono stati utilizzati come luogo di deposito per pellicce, tappeti e oggetti preziosi, e tuttora in rete si trovano annunci di capi usati lasciati in custodia ai Frigoriferi. In seguito l’immenso complesso è stato palazzo del ghiaccio, ospitando gare sportive e concerti fino alla chiusura nel 2002; infine, dopo un massiccio restauro è stato riaperto come spazio culturale nel 2007.
Da domani ospiterà oltre cinquanta espositori, eventi, laboratori e cibo proveniente dal Mercato della Terra. Questa, e altre iniziative che sono nate e si stanno sviluppando in questo periodo, fanno pensare a una città che sta provando un nuovo abito: è probabile che vedendo l’immagine riflessa allo specchio, inizialmente si sia un po’ stupita.
Forse ha addirittura pensato di rimettersi immediatamente quella giacca con le spalline imbottite con cui si era sentita così a suo agio per tutti gli anni ‘80 e che poi aveva dovuto rivedere un po’ (meno spalline, più parchi con le pailettes), ma che comunque se l’era cavata egregiamente anche negli anni ‘90.
A dirla tutta, già da un decennio stava cercando un nuovo look, ma era difficile trovare un buon compromesso tra l’austerità apparente e lo sfacelo interiore di quel periodo di bulimia nottambula. E ora è lì, con qualche anno in più, ma con la stessa energia (le sembra quasi di avere più fiato da quando ha ricominciato a muoversi in bici); riflette sul fatto che mai avrebbe pensato di indossare un capo in lino, figurarsi in canapa. E mentre si guarda (di trequarti, ora di fronte in punta di piedi) si fa scappare un sorriso compiaciuto: anche vestita di canapa rimane sempre lei la regina del fashion.