“Le nanotecnologie apriranno la strada alla società del futuro”: un giudizio che sa di sentenza, quello espresso da Umberto Veronesi a margine dell’ottava edizione di “The future of science”, l’evento che si tiene ogni anno con l'obiettivo di definire il ruolo della scienza nel terzo millennio ed incentrato in questa ottava edizione sul futuro delle nanotecnologie.
“L'infinitamente piccolo innesterà per la prima volta una vera e propria rivoluzione dopo quella industriale e ci catapulterà in una nanosocietà in cui ciò che era impensabile fino a ieri diventerà possibile” ha proseguito Veronesi, dichiaratosi entusiasta per la presenza di centinaia di scienziati accorsi in Laguna da tutto il mondo per discutere in merito a prospettive e potenzialità insite nella nanotecnologia.
In un microcosmo vario ed in parte inesplorato si celano dunque le reali possibilità di progresso per il genere umano, a partire dall’impulso che potrebbe essere dato alla ricerca medica: “Le nanotecnologie unite alla vorticità delle onde elettromagnetiche perfezioneranno di gran lunga le diagnosi: faranno rilevare una singola molecola malata tra milioni di cellule sane”, ha affermato Roberto Cingolani (Direttore dell'Istituto Italiano di Tecnologia) a margine dell’intervento che ha aperto la tre giorni.
La frontiera più ambiziosa tra quelle paventate riguarda tuttavia gli sviluppi in campo informatico; la tecnologia d’integrazione su larga scala (già oggi è possibile realizzare transistor infinitamente piccoli, assemblarne 200 milioni in un circuito integrato ed ottenere una sorta di supercalcolatore) permetterà di mettere a punto computer infinitamente potenti ed incredibilmente capaci di gareggiare con la nostra mente.
Tra oggi e domani si alterneranno sul palco i massimi esperti nel campo: da Michael Grätzel (École Polytechnique di Losanna) che si concentrerà sul rapporto tra nanotecnologie ed energia, a Mark Horowitz (Presidente del Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell'Università di Stanford) che ripercorrerà invece la storia dell'informatica per dimostrare come il ridimensionamento dei materiali sia stato la chiave del successo di svariati dispositivi elettronici, sino a Mauro Ferrari (Direttore del Methodist Hospital Research Institute), il cui intervento verterà sui possibili futuri utilizzi delle nanotecnologie nella cura dei tumori.