Nasce a Città di Castello il primo supermarket gratuito, si chiama Emporio della Solidarietà il primo in tutta l'Umbria. In Italia se ne stimano altri undici. A farlo nascere è stata la Caritas diocesana e i comuni dell'alta valle del Tevere. In un’Italia dove troviamo una politica assente, fortunatamente ci sono ancora delle realtà concrete che vanno a sopperire alla latitanza dello stato sociale, ormai allo sbando.

Come ha rilevato recentemente Confcommercio e Federconsumatori, dove i consumi stanno inevitabilmente crollando e la famosa uscita dal tunnel tanto invocata, sembra ancora lontana.

Mentre i soldi in tasca o in banca sono sempre di meno e non bastano quasi mai, nasce l’emporio eco solidale che funziona con una sorta di moneta elettronica.

Ogni famiglia viene visionata e valutata dai centri di ascolto delle diocesi che in base alle  particolari situazioni di povertà insieme ai servizi sociali dei comuni permette di fare la domanda di accesso al servizio. Una volta fatto questo si mette in moto una commissione mista formata da rappresentanti della Caritas e dei sevizi sociali che, insieme, valutano l’effettive condizioni dei richiedenti.

In base al responso viene decisa  la quantità di beni di prima necessità che spettano al richiedente. A questo punto ad ogni famiglia viene consegnata una tessera con un numero prestabilito di punti mensili che varia in base ai componenti, alle condizioni socio-economiche e cosi via.

Ogni merce non ha un costo prodotto in euro ma in punti, per evitare eventuali speculazioni e di sciacallaggio, cosi non ci sono errori e non ci sono rischi che qualcuno se ne approfitti. Ancora è difficile stabilire quante siano le famiglie che avranno effettivamente bisogno di accedere a questo servizio. Certamente un supermercato gratis non risolverà i problemi delle famiglie più bisognose, ma c’è un gran bisogno delle cose più basilari e il sapere di non essere soli.

L’aiuto viene erogato per quattro mesi, nella speranza che questi nuclei in difficoltà si riprendano economicamente e tornino ad essere autosufficienti. Se poi dopo un mese di sospensione si troveranno nella stessa situazione di difficoltà, avranno la possibilità, a seguito di una nuova verifica, di essere nuovamente aiutati.

Tutto questo viene fatto per ottenere una rotazione di queste tessere. La Caritas di Città di Castello ha valutato che  quasi 400 famiglie potrebbero usufruire dell'Emporio anche se la  stima è per difetto.

I beni che si trovano sono stati per lo più forniti da aziende locali, a differenza dei supermercati che non hanno contribuito all’iniziativa. Le nuove povertà non hanno bandiere ma coinvolgono tutti senza distinzione. Lo dimostra il fatto che le prime famiglie che hanno avuto accesso all'Emporio sono state sia italiane che straniere, nella speranza che l’uscita dal tunnel sia davvero imminente.