Le indagini devono ricominciare daccapo. Sta diventando sempre più arduo fare delleipotesi sulla conclusione della nota vicenda (ormai un vero e proprio casointernazionale) dei due maro' italiani, dopo la decisione del governo indianodi affidare nuove indagini alla Nia, cioè a un particolare organo di investigazione.
Tuttoda rifare, pare di capire, per andare a ricostruire quanto davvero è accadutoquel maledetto 15 febbraio del 2012, quando, al largo del Kerala, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono entrati in un lungo tunnel, inattesa di chiarire la loro posizione in ordine ai fatti contestati e cioè lamorte di due pescatori scambiati per pirati, in circostanze, lasciatecelo dire,che non sono mai apparse molto chiare o delle quali si sa comunque relativamentepoco.
Le responsabilità politiche
Un caso gestito in modo discutibile dalgoverno tecnico guidato da Monti, culminato nelle dimissioni del ministro degliEsteri Giulio Terzi, che aveva avuto comunque una svolta il 18 gennaio 2013, quando la Corte Suprema d'India avevatolto la questione dalla sfera di competenza del Kerala per mancanza digiurisdizione.
Gli scenari futuri
Toccherà quindi agli 007indiani approfondire la questione, anche per individuare nuovi (eventuali)elementi probatori. La cosa che appare molto importante è che le periziedei giudici del Kerala sono state dichiarate inutilizzabili, ennesimo colpo di scena.
I nuovi organigiudicanti non potranno quindi tenere conto neanche delle perizie sui corpi dei duepescatori deceduti che erano state effettuate dalla polizia scientifica di Trivandrum.Sulla base di queste novità non è ancora agevole tentare delle previsioni, maper come si erano messe le cose, cioè male, pare di poter dire che l'azzeramento sostanzialedelle indagini e la loro riapertura potrebbe garantire l'accertamento effettivodi quanto accadde il 15 febbraio del 2012.