La violenza psicologica domestica è una delle forme più subdole, sottili e difficili da provare anche per via delle sue mille sfumature. Si insinua in maniera graduale all'interno di una relazione fino a privare la vittima dell'autostima ed è difficilmente visibile dall'esterno perché non lascia segni eclatanti.
Al fine di fornire alcuni strumenti di base che permettano di inquadrare il problema e riconoscere gli atteggiamenti tipici della violenza psicologica, si proverà a delineare le figure dell'aggressore e della vittima.
Aggressore: a questa categoria può appartenere qualunque soggetto, di qualunque classe sociale; la maggior parte delle volte si tratta di persone "insospettabili".
Tra gli atteggiamenti tipici troviamo la negazione dell'esistenza dei problemi e dunque il rifiuto al dialogo. Normalmente l'aggressore ignora la vittima oppure la deride o ancora la critica apertamente e a 360° (per l'aspetto fisico, il modo di vestire, la personalità, il modo di esprimersi). Molto frequenti sono i messaggi espliciti volti a convincere la vittima di essere un'incapace, priva di valore, una persona inutile nell'ambito familiare ma anche in quello sociale. Difatti uno dei tentativi più tipici è quello di portare la vittima all'isolamento, cercando di allontanarla dai parenti e dalle amiche e, addirittura, deridendola e sminuendola agli occhi dei figli.
Normalmente questi individui sono stati vittime di traumi infantili o violenze e cercano, a loro volta, di infliggere ad altri le sofferenze che essi stessi hanno subito.
Molto spesso si tratta di persone molto intelligenti e lucide ma totalmente incapaci di amare. Occorre tenere presente che questi individui, per guarire dal loro disturbo, hanno bisogno di una terapia psicologica mirata. Inutile, pertanto, confidare in un cambiamento improvviso e miracoloso.
Vittima: la donna, per sua stessa natura, dà la massima importanza al rapporto, al legame matrimoniale, alla difesa dei figli, all'integrità della famiglia. C'è poi da considerare la naturale sindrome da crocerossina che la porta a credere di poter risolvere tutto con l'amore. La vittima di abusi di questo tipo perde l'autostima, accetta continue umiliazioni sentendosi inadeguata, dubita di sé stessa e pensa di dover accettare con rassegnazione i comportamenti del partner pur di non minare il rapporto o mettere in discussione la stabilità della famiglia.
Inoltre viene costantemente frenata dal fatto che la violenza psicologica, a differenza di quella fisica, non essendo immediatamente visibile è difficile da provare.
Ecco una sintesi dei principali segnali indicatori di violenza psicologica:
- il partner critica il tuo aspetto fisico, il modo di vestire, di muoverti, di parlare;
- ti critica e ti deride davanti ai figli, ai familiari, agli amici;
- cerca di impedirti di telefonare o vedere i tuoi familiari e le tue amiche;
- ti segue e controlla le tue telefonate, gli sms e il pc;
- ti accusa di non essere una buona madre e una buona moglie;
- ti accusa di non essere capace di far nulla.