Sarebbe proprio il caso di dire "c'era una volta il Milan...", società calcistica prestigiosa, universalmente conosciuta e rispettata, un presidente noto e potente, grandi risultati sportivi, il club più vincente del mondo intero. A questo punto però è d'uopo fermarsi. Si, perchè la prestigiosa società calcistica milanese, da qualche anno a questa parte, sta sempre più decisamente segnando il passo. Si sta rendendo protagonista di un cammino sempre più in discesa, di un regresso in campo nazionale e internazionale sempre più preoccupante.

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I risultati sportivi, dall'avvento dell'allenatore Massimiliano Allegri, sono peggiorati anno dopo anno; scudetto, il 18° della storia, il primo anno, 2010/11,  secondo posto in campionato alle spalle della rinata Juventus nel 2011/12, terzo posto sofferto fino all'ultima giornata in campionato dietro Juventus e Napoli lo scorso anno.

Non è nemmeno il caso di soffermarsi sulle prestazioni nelle manifestazioni internazionali, perchè nulla più che modeste e mediocri. 

Va dato atto al tecnico Massimiliano Allegri, continuamente messo in discussione, che la società non gli ha certo dato una gran mano nel suo lavoro, tutt'altro; prima si è frettolosamente liberata di tutti i giocatori della vecchia guardia, da Seedorf a  Gattuso, da Inzaghi a  Nesta, per arrivare a Pirlo ( un vero e proprio clamoroso autogol cedere a parametro zero ad una diretta concorrente un calciatore di tale classe ed esperienza) ed Ambrosini. Non solo, per fare cassa, sono stati ceduti tutti i pezzi pregiati rimasti, da Kakà ad Ibrahimovic e Thiago Silva

E arriviamo alla stagione in corso. Inizio campionato a dir poco disastroso, 12 punti in 11 partite, parte bassa della classifica, Roma lontana 19 punti, terzo posto, utile per la Champions League, a 16 punti.

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Per farla breve, una delusione dietro l'altra, l'ultima la sconfitta con la Fiorentina.

Di delusione in delusione, come ampiamente riferito dai quotidiani di questi giorni, esplode la crisi e a darle voce è per prima Barbara Berlusconi, che non mette in discussione solo l'aspetto tecnico sportivo, bensì tutto l'apparato dirigenziale e il modo stesso di gestire il club. La figlia del patron fa notare che squadre come Roma e Fiorentina, pur spendendo meno del Milan, hanno allestito compagini competitive, con un gioco efficace, brillante e vincente, dunque la società ed il modo di guidarla e gestirla non funzionano, meglio, non funzionano più, non sono più idonee ad ottenere brillanti risultati sportivi e aziendali al contempo. Dunque la crisi è aperta e nei giorni a venire ne seguiremo l'evoluzione...