La notizia dell'addio di Adriano Galliani al Milan dopo quasi 30 anni di onorato servizio ha sconvolto il mondo sportivo, non tanto per il fatto in sè, quanto per le modalità anomale con le quali ciò è avvenuto. Comunque l'amministratore delegato uscente del club di via Aldo Rossi casca in piedi: avrà diritto ad una cospicua buonuscita, che si andrà ad aggiungere alla pensione che il dirigente lombardo già percepisce da tempo.

Galliani infatti, sebbene nelle dichiarazioni di rito non abbia confermato, ha già fatto pervenire la richiesta per l'importo della sua liquidazione alla sede del Milan. La cifra, secondo quanto riporta TuttoMercato.Web, dovrebbe essere compresa tra i 70 e gli 80 milioni di euro lordi, anche se Galliani inizialmente aveva sparato alto (addirittura 100 milioni, riferisce lo steso portale); ma il dirigente pallonaro si vede accreditato sul suo conto corrente un assegno pensionistico da diverso tempo.

La questione, riferita dal settimanale L'espresso, è la seguente. Adriano Galliani, prima di entrare a far parte del mondo delle televisioni e di quello del calcio, ha lavorato per otto anni presso il Comune di Monza (sua città natale) in qualità di geometra. Per essere più precisi, ha svolto queste prestazioni dai 19 ai 27 anni. Dunque, nulla di strano, tranne un piccolo particolare: nel 1980, Galliani, che intanto era già entrato nell'orbita di Silvio Berlusconi e faceva parte del management della ''Fininvest'', ha effettuato domanda retroattiva per ottenere il vitalizio pensionistico che, sembra, era previsto da una vecchia legge sulla pubblica amministrazione emanata da uno dei governi Andreotti degli anni Settanta, la quale consentiva ai dipendenti statali di percepire la pensione a prescindere dagli anni lavorati.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Serie A Milan

Siccome al tempo della sua domanda quella legge era ancora in vigore, la sua istanza fu accolta, e così Galliani può annoverare tra i suoi redditi un assegno mensile di 234,93 euro, percepito da quando aveva 36 anni (il manager monzese è nato nel 1944). Vitalizio che Galliani ha continuato a ricevere in tutti questi anni, quando tra lavoro autonomo, ruolo di amministratore delegato dei rossoneri e incarico di presidente della Lega Calcio (carica ricoperta tra il 2002 e il 2006 che gli costò numerose critiche per il conflitto di interessi) i suoi guadagni annuali ammontavano mediamente a 1,5 milioni di euro, riferisce sempre L'espresso.

Pertanto, è assai probabile che la sua separazione con il Diavolo sia meno dolorosa del previsto.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto