Il SuperClasico; alla faccia di chi nel girone d'andata già dava per scontato che il titolo della Liga sarebbe andato a un Barcellona inarrestabile e che il Real Madrid, partito male con l'aggravante di aver perso in casa dopo diverso tempo il derby contro l'Atletico, non sembrava essere sufficientemente competitivo per i blaugrana. E invece Ancelotti ha fatto quello che da noi si definisce "il pesce in barile". Ha lasciato parlare, ha risposto con le classiche banalità con cui noi giornalisti riempiamo ogni pagina di qualsiasi giornale alle domande dei cronisti e ha fatto sì che ognuno si facesse la propria idea e che a parlare fossero i numeri.

E i numeri oggi ci dicono che nel lungo periodo a perdere il contatto è stato proprio il Barcellona e che il Real tra una vittoria in controllo e un'altra stradominata è a una striscia di imbattibilità di ben 30 partite. Forse non ci sperava Ancelotti, sicuramente non ci contavano i tifosi blancos che avevano visto partire troppo piano il Real di fronte a un Barcellona stratosferico e, cosa forse anche più sofferta, subivano la fiera concorrenza dell'Atletico.

Il dato di fatto ora è che con i suoi tre punti di vantaggio, con un pacchetto di gioco straconsolidato, con diversi giovani che Ancelotti sta gradualmente affacciando alla prima squadra e con un Cristiano Ronaldo semplicemente incontenibile, la vera squadra da battere è proprio il Real.

Tre punti sul Barcellona, che potrebbero diventare sei dopo lo scontro diretto, e quattro sull'Atletico Madrid.

Il tutto con un Ronaldo che segna a ripetizione, un Varane che sta recuperando rapidamente dall'infortunio al ginocchio ed una squadra che vive all'ombra del suo allenatore: "Il nostro segreto? - ha detto ai giornalisti poco prima della formalità di Champions League contro lo Schalke Karim Benzema - è il nostro allenatore. Ci ha trasmesso calma e fiducia nei nostri mezzi anche quando le cose non sembravano messe benissimo e ci ha fatto stare a testa china quando le partite finivano in goleada.

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Real Madrid

È un gran lavoratore, un meticoloso, un uomo che pensa al piano B ancora prima che al piano A e che sa gestire con educazione, rispetto e buon senso uno spogliatoio che potrebbe essere esplosivo".

Dallo spogliatoio dinamitardo è nato il BBC, Benzema-Bale-Cristiano, lo schema buono per tutte le stagioni che anche per il Clasico potrebbe diventare decisivo; vero o falso nove il Real porta a tirare in area di rigore chiunque senza considerare le offensive esterne di Modric. Il resto è storia.

Il Barcellona, anch'esso comodamente qualificato ai quarti di finale di Champions dovrà giocarsi la partita a tutti i costi, e rischiare qualcosa: proprio il genere di partita che piace ad Ancelotti tra spazi che si aprono e diagonali da spalancare per lasciare sfogare l'estro di Ronaldo.

Gara non pronosticabile: dicono i colleghi bookmaker spagnoli. Come qualsiasi altro Clasico. Ma un Real Madrid così che segna ininterrottamente da trentatre partite, diventa un ostacolo quasi impossibile da fermare. Un pari sarebbe già un gran risultato: con buona pace di Atletico e scommettitori che avrebbero da gustarsi un finale a tre invece che a due. Cosa che nella Liga non accadeva da un po' di tempo.

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