Brutta avventura per il difensore della Roma Mapou Yanga-Mbiwa, aggredito nella notte nel centro della Capitale. Il centrale transalpino si trovava con due amici in un noto locale, per passare una serata in tutta tranquillità. Ma il calciatore, che ha deciso l'ultimo derby contro la Lazio con un goal nei minuti finali, durante il rientro a casa ha subito l'aggressione da parte di due uomini, senza riportare però nessuna conseguenza.

Yanga - Mbiwa, l'aggressione fuori dal locale

Secondo quanto riportato dai media e dalle ricostruzioni dello stesso calciatore, i tre stavano uscendo dal locale di via del Corso.

Il calciatore, convocato nella sfida con il Palermo ma non utilizzato da Garcia, stava rientrando nella propria abitazione quando all'altezza della Galleria Colonia è stato aggredito da due individui. L'ex Newcastle è stato raggiunto, ma fortunatamente non ci sono state ulteriori conseguenze. I due individui sarebbero stati messi in fuga dall'arrivo della polizia, allertata dai passanti che avevano assistito alla scena.

Colpevoli? Due tifosi della Lazio

I due aggressori, che stavano con delle cinture cercando di aggredire il calciatore romanista, non sono stati ancora identificati dalle forze dell'ordine. Ma secondo quanto dichiarato alla polizia dallo stesso giocatore, i colpevoli sarebbero due tifosi della Lazio.

Proprio i due si sarebbero presentati come supporters biancocelesti.

#SiamotuttiMapou, l'hashtag impazza sui Social

L'aggressione del calciatore romanista non è passata di certo inosservata sui social network. Molti tifosi giallorossi hanno deciso di riunire i messaggi d'affetto sotto un unico hashtag. Proprio in queste ore è spuntato sui social network #SiamotuttiMapou, con prese in giro verso i "cugini" della Lazio e parole di solidarietà per il francese. Resta comunque un fatto grave, indipendentemente dai colori tifati dai due aggressori: le motivazioni ancora non sono state rese note, ma si tratta probabilmente di uno sgarbo relativo ad una partita di calcio. Un gesto condannabile a priori.