Il Milan, reduce dalla pesantissima sconfitta interna contro il Napoli (0-4), da qualche giorno non parla. Non ha parlato Adriano Galliani, non ha parlato, dopo i commenti a caldo del postpartita e quelli a 'Striscia la Notizia' per la consegna del Tapiro d'Oro, Siniša Mihajlović mentre ha rilasciato delle importanti dichiarazioni il suo leader maximo, il Presidente Silvio Berlusconi.

Sulla sua pagina ufficiale di Facebook, il Cavaliere ha infatti evidenziato di aver guardato la partita contro i partenopei insieme al leader della Lega Nord, Matteo Salvini, e di aver sofferto, con lui, nel guardare lo scempio che si è compiuto a 'San Siro'.

Nonostante Berlusconi non ami collezionare certe figuracce, ufficialmente Mihajlović conserva il suo posto ma, a voler dare un'occhiata alla biografia dell'ex Premier, 'My Way', pronta ad uscire domani in tutta Italia, il tecnico serbo non può ritenersi più saldo sulla panchina del Diavolo.

"L'allenatore è l'unico responsabile dei risultati della squadra"

Berlusconi, difatti, nel corso dell'intervista preliminare concessa ad Alan Friedman, autore del libro, sintetizzata brevemente quest'oggi su 'La Gazzetta dello Sport', ha rivelato degli importanti retroscena sul suo rapporto con il Milan e, soprattutto, con gli allenatori della sua creatura.

Il Cavaliere ha spiegato come ha deciso di andarsene definitivamente dal Milan (che tra qualche giorno passerà per il 48% a Bee Taechaubol) soltanto nel momento in cui la squadra sarà tornata a vincere e come, effettivamente, lui sia uno abituato a discutere con i suoi tecnici prima della partita, suggerendo talvolta le formazioni da schierare sul campo. Di solito, però, ha sottolineato Berlusconi, vince sempre l'allenatore che, proprio in virtù di questo punto, è l'unico responsabile dei risultati della squadra.

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Un siluro in piena regola, che rischia di affondare anche Mihajlović qualora, nell'anticipo di sabato 18 ottobre alle ore 20.45 contro il Torino all'Olimpico, non uscisse dal campo con tre punti o con una prestazione quantomeno convincente. Al suo posto, ha evidenziato il 'Corriere dello Sport' oggi in edicola, potrebbe arrivare l'ex CT della Nazionale Marcello Lippi, in tandem con l'attuale tecnico della Primavera, Cristian Brocchi.

Oppure Roberto Donadoni. Di certo, non Carlo Ancelotti, come spiegato dallo stesso tecnico emiliano in un'intervista rilasciata al 'Corriere della Sera'.

Galliani rischia il taglio: al suo posto Fabio Paratici?

Mihajlović potrebbe però non essere l'unico ad essere defenestrato. Sta rischiando, di brutto, anche Galliani, che viene ritenuto responsabile, nelle alte sfere societarie, e dalla stragrande maggioranza dei tifosi rossoneri, artefice di un Calciomercato scellerato: l'amministratore delegato ha speso ben 90 milioni di euro, portando a Milano giocatori che, finora, hanno reso nettamente al di sotto le aspettative, anche in relazione a quanto sono stati pagati.

Unica eccezione, forse, il colombiano Carlos Bacca, che ha illuminato talvolta la platea meneghina con colpi di classe. Ecco perché sul quotidiano 'Tuttosport' hanno cominciato già a circolare le voci di un allontanamento prossimo di Galliani, che verrebbe sostituito da Fabio Paratici, attuale direttore sportivo della Juventus. L'operazione non si preannuncia facile: Paratici ha da poco rinnovato il suo contratto con i bianconeri fino al 2018, e gradirebbe restare a Torino: il Milan, però, sta lavorando sottotraccia, e punta a convincere il dirigente bianconero con un'offerta economica importante ed un ampio budget da utilizzare per il mercato.

Per ora, soltanto un 'rumor', ma se sono rose fioriranno.

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