Dopo un periodo positivo, il Milan è caduto in modo disastroso in campionato. Tutto viene rimesso in discussione e le difficoltà tecniche aumentano, sommate alle difficoltà economiche. Le tensioni prima sopite ora tornano di nuovo a circolare. In discussione il futuro del progetto tecnico dei rossoneri. Tutto è venuto a galla con il caso del calciatore Bernard Anicio Caldeira Duarte, ala sinistra dello Shakhtar: la proprietà cinese ha detto no all'acquisto del giocatore a parametro zero (è in scadenza di contratto). Presi già Reina del Napoli e Strinic a zero, Massimiliano mirabelli aveva praticamente concluso l'affare Bernard per la prossima stagione.
Ovviamente prima che la proprietà cinese stoppasse tutto. Ma non ci sono solo i cinesi: il fondo americano, che praticamente gestisce le finanze del Milan, Elliott, ha esplicitamente chiesto un rafforzamento del management sportivo. Le notizie che sono arrivate sono state molto chiare: non sarà possibile fare un mercato come l'anno precedente. Da qui nasce l'idea di affiancare un manager a Mirabelli, o addirittura sostituirlo.
Mirabelli in bilico: se parte, si punta su Sabatini e Giuntoli
Il Milan punta tutto sull'Europa League. La squadra non ha scelte: o si va in Europa League oppure saranno "lacrime e sangue", come afferma la proprietà. Il netto no all’acquisto del brasiliano Bernard è un segnale molto forte di discontinuità con la linea portata avanti fin'ora.
La proprietà rossonera probabilmente sta pensando di sostituire il direttore sportivo del Milan con altri nomi eccellenti del management sportivo italiano.
L’ipotesi sulla carta potrebbe essere Walter Sabatini, ex Inter. Oppure pensare a Cristiano Giuntoli, architetto del Napoli dei miracoli. Ma non solo. Sul piatto ci sono anche nomi non italiani: Michael Emenalo, per esempio, con un passato al Chelsea. Sembra invece essere naufragata l'ipotesi Andrea Berta, uomo italiano dell’Atletico Madrid. In molti contestano il fatto che la proprietà stia mettendo in discussione un progetto tecnico a stagione ancora in corso. Il fondo Elliott si tiene alla larga, almeno apparentemente, dalle scelte tecniche.
Ma la proprietà cinese di mister Li sta trattando da molto tempo con vari investitori, e sa molto bene che avere una squadra di valore con un certo tipo di management e con certi risultati è ben diverso da avere una squadra che non raggiunge obiettivi prestigiosi.