Nelle ultime edizioni, soprattutto con l'avvento dei social, i Mondiali di calcio sono anche un'occasione per i calciatori di mettersi in mostra ed esprimere sé stessi e i propri ideali anche fuori dal rettangolo verde. Per l'edizione attualmente in corso è emblematico il caso di Aron Gunnarsson, capitano della nazionale islandese che, in occasione dei Mondiali in Russia, ha deciso di imprimere sulla propria pelle il suo attaccamento verso la sua nazione attraverso un tatuaggio simbolo della sua amata terra.
Un tatuaggio antico come i vichinghi
Si potrebbe dire che con questo tatuaggio, Gunnarsson ha deciso di portare letteralmente l'Islanda sulle proprie spalle.
Sì, perché il tatuaggio scelto dal capitano islandese, il più fotografato di questi Mondiali, è il simbolo di un'intera nazione da secoli: i Landvaettir. Secondo la mitologia norrena, i Landavaettir sono gli spiriti che proteggono i confini del Paese e per l'Islanda sono quattro, uno per ogni punto cardinale: un drago (dreki) a nord-est, un grifone (gammur) a nord-ovest, un gigante (bergrisi) a sud-est e un toro (griðungur) a sud-ovest ed ognuno di essi è impresso sulla pelle di Aron nel tatuaggio che copre per intero la sua schiena. Ma Gunnarsson ha voluto fare di più, perché al centro del tatuaggio si è fatto incidere anche il blasone islandese: la bandiera a sfondo blu con sopra una croce bianco-rossa, unico elemento colorato del disegno.
Gunnarsson, vichingo dal cuore d'oro
E pensare che Aron ha rischiato di non partecipare a questo Mondiale per un infortunio al ginocchio. Classe '89, è nato nella piccola Akureyri, nella parte settentrionale dell'isola. Incarna perfettamente l'antico vichingo nell'immaginario collettivo: capelli e barba rossa incolta, la pelle decoratata da tantissimi tatuaggi. La sua carriera inizia in Islanda nella società polisportiva Thor. Successivamente per lui una parentesi in Olanda, nelle fine dell'AZ Alkmaar e poi il trasferimento nel campionato inglese, dove gioca con il Coventry. Dal 2011 milita nel Cardiff City, una delle squadre più celebri del Galles che, come tutti i club gallesi, gioca nel sistema calcistico inglese (nel 1927 ha vinto la Coppa d'Inghilterra) e dalla prossima stagione sarà in Premier League dopo il secondo posto in Championship che è valso il salto di categoria.
Ma al grande pubblico, Gunnarson si è fatto conoscere soprattutto durante gli Europei del 2016 durante i quali ha traghettato l'Islanda allo storico traguardo dei quarti di finale grazie al suo carisma da leader. Carisma che non è rimasto indifferente neanche ai tifosi delle altre squadre, Italia compresa, grazie al fatto di essere sempre in prima fila a guidare la famosa esultanza del geyser sound, dove calciatori e tifosi urlano e battono le mani ad un ritmo crescente, come un vulcano in eruzione.