Campionati fermi, spazio alle nazionali: torna in campo anche il Brasile in questa intensa settimana che, oltre alla Nations League, vede in campo una serie di amichevoli internazionali. Tra i protagonisti del campionato italiano che indosseranno le casacche delle rappresentative del proprio Paese stavolta c'è anche il napoletano Allan convocato da Tite per la prima volta. Sebbene quello del mediano sia un ruolo con contorni certamente 'romantici', non meno di altri più celebrati, non è il primo che viene in mente quando si pensa al Brasile.

Eppure la selecao ha avuto grandi interpreti anche in tal senso anche se la concezione più 'europea' del ruolo è relativamente recente nel Paese dei futbol bailado.

Zito e Clodoaldo, mediani ma non troppo

Erano mediani anche Zito e Clodoaldo, ma lo erano nel senso brasiliano del termine. Entrambi estremamente dotati dal punto di vista tecnico, bravi a chiudere ed a costruire. Zito certamente più disciplinato e vicino alla concezione europea del mediano, Clodoaldo dai piedi migliori, più palleggiatore, ma meno attento.

Era un Brasile che portò a casa tre coppe del mondo in 12 anni, ma era anche un Brasile meno diligente dal punto di vista dell'interdizione pura, consapevole di possedere un potenziale offensivo unico al mondo.

Da Elzo a Casemiro

'Una vita da mediano' in Brasile è un motivo che possiamo far suonare tranquillamente nell'ultimo trentennio o poco più, a partire dai Mondiali messicani del 1986. Memore della lezione tattica subita dall'Italia quattro anni prima, Telè Santana piazza in mediana il rude Elzo, quasi un corpo estreaneo in quella squadra di artisti, preferendolo al divino Falcao in fase decisamente discendente.

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Il risultato è un Brasile solido, fantasioso come può essere il Brasile, ma concreto e quasi impenentrabile come potevano essere l'Italia e la Germania dei tempi migliori. E la storia va avanti da allora, passa dai piedi non certamente vellulati di Mauro Silva e Dunga, diga a centrocampo del Brasile campione del mondo del 1994, agli eclettici Gilberto Silva e Kleberson che diedero qualità, ma anche tanta sostanza al Brasile campione mondiale nel 2002, fino ad arrivare a Casemiro, perno del Brasile di Tite e forse unico giocatore insostitubile della selecao attuale, visto il modo in cui la sua assenza ha pesato nella gara dei quarti di finale dei Mondiali di Russia che ha visto i verdeoro uscire con il Belgio.

E Tite, consapevole di non avere molte alternative al centrocampista del Real Madrid, ha deciso di correre ai ripari in questa nuova tornata di amichevoli contro Uruguay e Camerun: la novità si chiama perr l'appunto Allan.

Il nuovo Dunga

Per la verità Tite lo aveva seguito anche prima dei Mondiali, così come aveva seguito Jorginho lo scorso anno, prima che venisse convocato da Ventura nella nazionale italiana.

Su Allan ha sempre nutrito parecchia stima, ma per i Mondiali ha deciso di puntare sul gruppo che gli aveva permesso di dominare il girone di qualificazione del Sudamerica. Il momento più atteso per Allan Marques Loureiro, 27enne ex Vasco da Gama, portato in Italia dall'Udinese nel 2012 e dal 2015 in forza al Napoli, è dunque arrivato. Farà parte della selecao che il 16 novembre giocherà contro l'Uruguay all'Emirates Stadium di Londra e quattro giorni dopo affronterà il Camerun a Milton Keynes.

Non sarà facile trovare spazio da subito, Tite dispone di centrocampisti del calibro del citato Casemiro e del brillantissimo Arthur, ma siamo sicuri che il CT vorrà vederlo all'opera. Per caratteristiche tecniche è facile accostarlo ad un guerriero del calibro di Carlos Dunga: forte fisicamente, tenace, grande interditore dotato oltretutto di una straordinaria progressione palla al piede.

Il futuro di Allan: dalla Copa America alle sirene inglesi

Vederlo nello stesso centrocampo con Casemiro ci riporta indietro a quel Brasile i cui mastini che rispondevano al nome di Dunga e Mauro Silva davano equilibrio ad un'intera squadra ai Mondiali statunitensi del 1994. Una squadra non eccezionale, forse la meno dotata tra tutte le nazionali brasiliane campioni del mondo, ma probabilmente la più solida. Fermo restando che davanti c'erano Bebeto e Romario... altre storie comunque, la nostra parla di Allan e di un posto da conquistare in vista del primo appuntamento di spessore che attende la selecao dopo i Mondiali della scorsa estate: la Copa America del prossimo anno che si disputerà in Brasile. Il futuro ancora più lontano potrebbe chiamarlo in Premier League, anche se l'appassionata tifoseria napoletana potrebbe non essere d'accordo. Ma da quelle parti, si sa, talvolta pervengono offerte che non si possono rifiutare. Il suo vecchio allenatore, Maurizio Sarri, lo accoglierebbe a braccia aperte dalle parti del Chelsea, ma tra i suoi più grandi estimatori ci sarebbe un certo Guardiola che sarebbe felice di portarlo al Manchester City. Per il momento Allan ha appena iniziato la sua seconda 'vita da mediano' in nazionale, il presente sono la selecao ed il Napoli e del doman, come sempre, non c'è certezza.

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