Si è da poco conclusa la XXX edizione delle Universiadi, la competizione dedicata agli atleti universitari provenienti da ogni parte del mondo e disputatasi a Napoli e dintorni.

Tra le varie discipline figurava il calcio, maschile e femminile. Nelle ultime settimane, come conseguenza della World Cup che si è disputata in Francia, il calcio femminile ha accresciuto la sua visibilità mediatica attraverso le gare trasmesse su Sky e su Rai 1.

Nella lista delle 23 atlete azzurre che hanno preso parte alla spedizione francese non figurava la giovanissima Eleonora Goldoni, attaccante delle Lady Buccaneers, squadra dell’East Tennessee State University di Johnson City.

Saltato l’impegno della Nazionale maggiore per infortunio, Eleonora è stata però la stella della Nazionale italiana impegnata alle Universiadi, che ha concluso il proprio percorso al settimo posto.

Chi è Eleonora Goldoni

Classe ’96, cresciuta nel settore giovanile del Finale Emilia, Eleonora Goldoni ha presto esordito in prima squadra nel New Team Ferrara, prima di passare nel 2015 alle Lady Buccaneers, squadra dell’ETSU, al fine di completare gli studi universitari. Terminato brillantemente con lode il suo percorso accademico negli Stati Uniti, è ritornata in Italia in attesa di qualche chiamata dai club nostrani.

Tifosissima dell’Inter, a più riprese ha dimostrato il suo legame per la squadra nerazzurra, postando foto su Instagram con la maglia del club meneghino. Negli ultimi giorni, si sono fatti sempre più insistenti le voci di un possibile trasferimento nel club dei suoi sogni.

Protagonista sul rettangolo di gioco, ma anche nei salotti televisivi. Ultimamente, si è fatta apprezzare negli studi di Rai e Sky in qualità di opinionista mostrando bellezza, competenze tecnico-tattiche ed eleganza. Eleonora si è gentilmente prestata per rispondere ad alcune domande di BlastingNews.

L'intervista

Sono terminate da poco le Universiadi. Potresti raccontarci in breve la tua esperienza dei Giochi Universitari?

"Esperienza alle Universiadi memorabile, davvero stupenda da tutti i punti di vista.

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Sono state tre settimane davvero molto intense, concentrate, impegnative. Gli allenamenti sono stati tanti, gli impegni importanti, ma è stata un po' un'esperienza personale, di vita, che ricorderò perché ci hanno messo a contatto con tantissime nazioni diverse, culture differenti. Abbiamo giocato 5 partite in poco tempo, di livello importante ed è stato un bel evento. Un bel evento anche per me che finalmente sono tornata a giocare partite di tale rilievo dopo tanto tempo. L'abbiamo vissuta davvero con il sorriso, la voglia di metterci in gioco, di sfogarci anche un po' dato il contesto, dato l'impegno che richiedeva l'Universiade.

Purtroppo, non abbiamo raggiunto il risultato che avremmo sperato perché noi puntavamo alla vittoria dell'Universiade, ma siamo state molto sfortunate perché abbiamo incontrato anche solo nel girone due delle squadre tra le più forti: Stati Uniti e Giappone e subito ai quarti la Corea del Nord che ne è uscita vincente dalle Universiadi. Quindi non fortunatissime, però, anche questi accoppiamenti sono stati per noi importanti perché tutto serve e anche le sconfitte ci sono servite da esperienza da portare a casa".

Sei stata 4 anni negli USA per continuare la tua formazione. Che differenze hai notato tra il mondo di concepire il calcio negli USA e in particolare il calcio femminile?

"Il calcio statunitense è uno sport di massa a tutti gli effetti. Da decenni vedere una bambina calciare un pallone è l’assoluta normalità perché la realtà femminile è parificata totalmente a quella maschile. È uno sport accettato, di gran voga e ha un numero di giocatrici e un seguito esponenziali. Questo ormai da anni. Di conseguenza nei decenni il calcio femminile americano ha avuto modo di espandersi ed aumentare la propria qualità, tanto è che è la nazionale più forte al mondo".

Chi è Eleonora Goldoni, la calciatrice? Hai qualche modello, punto di riferimento o calciatore/calciatrice a cui ti ispiri?

"Sono una ragazza che ama quello che fa e cerca di interpretare ciò che sta nascosto nel suo cuore. Uno dei miei obiettivi primari ogni volta che metto piede in campo è trasmettere, oltre che mantenere, valori e ideali che possano fare bene a me e al prossimo. Spesso sono insicura delle mie capacità, ma tanto determinata e motivata a migliorarmi. Sento di aver poca esperienza calcistica, ma una buona predisposizione a mettermi in gioco ed imparare.

Non so definire le mie caratteristiche principali, lo lascio a fare ad altri, senza dubbio ci sono infiniti aspetti sui quali punto a lavorare. Fuori dal campo Eleonora è una persona semplicissima con tanta voglia di vivere, sorridere e far stare bene chi mi circonda e spesso anche chi non conosco. Mi reputo molto sensibile, a volte troppo, e perfezionista, a volte troppo anche qua. Testarda, un po' permalosa, e particolarmente empatica. Il mio modello di riferimento è senza dubbio il mio papà. È la persona che meglio conosce ogni singola sfumatura di me e la prima persona alla quale mi riferisco per ogni genere di situazione.

Solo guardandomi, a volte nemmeno, riesce a capire come sto e cosa provo. Sa essere un padre eccezionale, un amico comprensivo, un allenatore competente, un mental coach incisivo, un confessore e consigliere da pelle d’oca. Insomma, provo un bene infinito nei confronti del mio papino e sono grata di averlo cosi vicino a me. Ha una valenza ed importanza di prima classe nella mia vita".

Stai avendo molto successo sui social e nelle ospitate televisive perché unisci bellezza, capacità di analisi e professionalità. Quale consiglio senti di dare alle ragazze più giovani che vogliono coltivare la passione per il calcio, a dispetto dei tanti pregiudizi?

"Sembra banale, ma non lo è: io consiglio di seguire il desiderio più sincero che arde nel vostro cuore.

Cosi non si sbaglia mai. Il vostro sogno è più importante di qualsiasi giudizio, pregiudizio, incomprensione o mancato supporto. Solo voi sapete veramente ciò che vorreste fare e chi vorreste diventare. Non rimandare di coltivare la tua passione, la felicità non dovrebbe essere spostata di un solo secondo più avanti".

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