Il ministro dello Sport e delle politiche giovanili Andrea Abodi, presente nei giorni scorsi a L'Aquila per alcuni incontri con il Centro di formazione del Servizio civile universale che sorgerà nel capoluogo abruzzese, è intervenuto a margine su diversi argomenti.
Senza mai nominare la Juventus, il ministro dello Sport ha parlato in generale dei problemi del calcio italiano, sottolineando l'importanza di un'autoregolamentazione nel sistema federale. Secondo Abodi sono necessari regole comuni per agevolare una competizione che sia equa a livello nazionale e internazionale.
Abodi auspica un'autoregolamentazione all'interno del sistema federale
'Sul tema in generale di una cattiva gestione di alcune società calcistiche, prima di tutto nel rispetto dell’autonomia, mi auguro che ci sia un’autoregolamentazione all’interno del sistema federale. Tenendo conto anche di ciò che viene fatto a livello europeo', sono queste le dichiarazioni di Andrea Abodi.
Poi il ministro ha proseguito: "Resta il tema della competitività: regole comuni e miglioramento della normativa interna nello sport, nella fattispecie il calcio, in modo che ci possa essere un’equa competizione a livello nazionale e internazionale, anche contrastando le patologie gestionali e fornendo strumenti che garantiscano l’equità nella competizione, perché a volte si determinano condizioni che non garantiscono una piena correttezza'.
Un altro tema affrontato da Andrea Abodi riguarda il legame di alcune società con i tifosi. A tal proposito il ministro dello Sport ha dichiarato: 'È difficile comprendere perché certi striscioni entrano negli stadi, anche le società devono iniziare a non alimentare la relazione equivoca con certe tifoserie'. Secondo il ministro alcuni dirigenti sportivi agevolerebbero in qualche modo dei comportamenti sbagliati, per questo serve attenzione nelle parole e negli atteggiamenti anche da parte di chi rappresenta le società calcistiche.
Chi è Andrea Abodi
Nato nel 1960 a Roma, Andrea Abodi, è laureato alla LUISS in economia e commercio e specializzato nella gestione industriale dello sport e nello sviluppo di attività di sport marketing. Dopo vari incarichi manageriali in diverse società, dal 2010 al 2017 è stato presidente della Lega Nazionale di Serie B. Dall'ottobre 2022 è ministro dello Sport e delle politiche giovanili.