Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, è intervenuto con una risposta scritta all’interrogazione del deputato Marco Lacarra, affrontando il delicato tema delle multiproprietà nel calcio professionistico. L'intervento, avvenuto a Roma il 12 settembre 2026 alle 11:00, ha chiarito la posizione ferma del ministro: qualsiasi eventuale modifica alle regole dovrà necessariamente rispettare un quadro di principi fondamentali. Questi includono la lealtà sportiva, la parità competitiva tra i club, l'indipendenza delle società, la trasparenza degli assetti proprietari e la certezza delle norme.
Abodi ha espresso un punto di vista politico e sportivo inequivocabile. Una revisione regolamentare, che il ministro ha esplicitamente definito "da me non auspicata", non potrebbe trovare giustificazione nella sola volontà di modernizzare il sistema calcistico italiano o di renderlo più appetibile per gli investimenti internazionali. Secondo la sua visione, tali obiettivi, la cui efficacia sarebbe comunque da dimostrare, non possono in alcun modo prevalere sui principi cardine che garantiscono la correttezza e l'integrità delle competizioni.
I principi irrinunciabili per il calcio professionistico
Nella sua risposta all'interrogazione parlamentare, il ministro Abodi ha ribadito con forza che "Non vi può essere alcuno spazio per derogare a tali principi".
Questa posizione è strettamente legata anche alle legittime aspettative dei tifosi, i quali devono poter nutrire aspirazioni sportive per i propri club senza che queste siano condizionate o limitate da opachi assetti proprietari. Il dibattito, dunque, trascende la mera struttura societaria, toccando la percezione di autonomia delle squadre e la fiducia complessiva nelle competizioni.
A supporto della sua tesi, Abodi ha richiamato l'Articolo 16-bis delle NOIF della FIGC. Questa normativa stabilisce un divieto categorico di controllo multiplo nel settore professionistico. Nello specifico, impedisce allo stesso soggetto, al coniuge o a parenti e affini entro il quarto grado, di detenere, sia direttamente che indirettamente, partecipazioni, gestioni o posizioni di controllo in più società professionistiche.
L'articolo prevede inoltre una disciplina transitoria per le situazioni preesistenti all'introduzione della norma, imponendo che tali multiproprietà siano definitivamente superate entro l'inizio della stagione sportiva 2028-2029.
Rafforzamento dei controlli sugli assetti proprietari
Affrontando un ulteriore quesito relativo ai meccanismi di controllo sulle proprietà dei club, il ministro ha delineato una possibile evoluzione istituzionale. Abodi ha dichiarato che "sarà mia cura valutare la possibilità" di proporre un ampliamento delle competenze della Commissione indipendente, attualmente incaricata della verifica dell’equilibrio economico-finanziario delle società sportive professionistiche.
L'obiettivo sarebbe estendere il suo raggio d'azione anche al controllo degli assetti proprietari, garantendo così una maggiore trasparenza e aderenza ai principi di lealtà e indipendenza nel panorama calcistico italiano.