Como in Champions League: tutto pronto. La squadra che sino a sette anni fa militava in Serie D ma che oggi, sotto la guida di Fabregas, ha la volontà di affermarsi come una big del calcio moderno.

Le idee alla base

La parola "identità" è probabilmente quella che più si addice al Como, che ha fatto di uno stile di gioco coraggioso, sfrontato ed offensivo la base del proprio successo. Fabregas è riuscito pian piano a portare nelle menti dei propri giocatori (e prima dei propri compagni di squadra) una mentalità propositiva e decisa, portando i giocatori in primis a voler imporre il proprio gioco durante la partita a prescindere dall'avversario che gli si contrappone.

La scelta dell'allenatore è avvenuta successivamente rispetto all'arrivo di Fabregas come calciatore/investitore nel club: l'ex Arsenal e Barcellona ha successivamente preso in mano l'incarico da commissario tecnico ed è riuscito, in solo 1 anno e mezzo, a portare il club alla promozione in Serie A, non rinunciando mai alle proprie idee ed ai propri principi.

Una dirigenza lungimirante

La famiglia Hartono ha acquisito la squadra nel 2019 quando ancora militava in Serie D e, dopo aver posto Mirwan Suwarso nel ruolo di rappresentante operativo del club sul territorio, ha iniziato ad intessere un legame strettissimo con la città di Como. L'identità della squadra è infatti fortificata da una strettissima correlazione con la città, da sempre considerata come un vanto italiano e sempre frequentata da Vip di caratura mondiale.

Il Como è oramai divenuto un'icona di stile, classe ed iconicità. La parola "eleganza" sembra essere al centro dei progetti dei comaschi e le continue collaborazioni con brand di abbigliamento confermano questa tendenza. Altre iniziative, come la "ComoTv", permettono invece ai tifosi di rimanere costantemente in contatto con la squadra, in modo da fortificare il legame che lega tifoseria e club ancor di più.

La scelta più intelligente però è senza dubbio quella di avere selezionato diversi investitori già dalla permanenza in Serie C. Il Club ha iniziato a far parlare di sé quando svariati VIP, ex calciatori o calciatori ancora in attività, sono stati avvistati sulle tribune del Sinigaglia a seguire le partite interne della squadra.

Questa scelta ha fatto sì che il Como fosse sulla bocca di tutti, dimostrando la lungimiranza e l'innovatività delle scelte del club.

Como in Champions League: ascesa rapidissima

La chiave di volta del club intero è sicuramente il suo allenatore: Cesc Fabregas. Dopo una carriera da campione costellata da grandi successi, lo spagnolo ha deciso di cimentarsi nella carriera da allenatore, sposando in toto il progetto Como. Suwarso ha deciso di affidare totalmente le chiavi della squadra a Cesc, a cui è stata data l'opportunità di comporre una squadra a sua immagine e somiglianza: ciò ha portato ad investimenti su giovani (principalmente di nazionalità spagnola, o comunque provenienti dal campionato spagnolo) che hanno da subito seguito le indicazioni del mister e dimostrato il proprio valore in Serie A.

Le indicazioni del commissario tecnico sono sempre state precise, ben delineate e fatte "su misura" per la squadra, senza mai chiedere nomi al di fuori della portata del club. I giocatori hanno inoltre subito un aumento del proprio valore, cosa che porterebbe ad una plusvalenza importante qualora il club decidesse di venderli. Il Como in Champions League non rinuncerà sicuramente ai propri principi, questi subiranno anzi una sublimazione, essendo il calcio europeo perfetto pere idee di Fabregas.

Le spese sono state indubbiamente importanti, con 340 milioni di euro spesi sul mercato dell'approdo in Serie A, ma i risultati sono stati allo stesso tempo di pari livello. L'approdo del Como in Champions League alla fine della scorsa stagione ha infatti garantito un'entrata minima di 40/50 milioni di euro tramite la partecipazione ai gironi, ed il blasone e il prestigio del club hanno subito un aumento esponenziale.

Diversi sono stati i colpi importanti durante quest' estate, basti pensare al riscatto di Nico Paz dal Real Madrid, pronto a vivere la sua prima esperienza in Champions League da protagonista assoluto, e l'arrivo di Moise Kean dalla Fiorentina, durante gli ultimi giorni di mercato.