La Procura di Roma sta concentrando le proprie indagini sulle oscillazioni del titolo della S.S. Lazio in Borsa, nell'ambito di un'inchiesta più ampia che ipotizza il reato di manipolazione del mercato. Gli accertamenti più recenti includono l'analisi dei telefoni cellulari che sono stati sequestrati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo a Mauro Masi, Francesco Maiolini e Luigi Bisignani, tutti indagati a seguito delle perquisizioni avvenute nelle scorse ore.

L'ipotesi delle notizie false e il loro impatto sul mercato

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dietro la diffusione di una serie di "notizie false" – messe in circolazione almeno dal 2024 e ritenute ancora attive – potrebbe esserci una vera e propria regia organizzata.

Tra i contenuti specifici contestati figurano riferimenti a una presunta "imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della Ss Lazio s.p.a.". Vengono inoltre menzionate ipotesi sullo stato di "decozione delle società controllate da Claudio Lotito" e una presunta intenzione del presidente di far "deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro".

Per gli investigatori, la diffusione di tali informazioni, considerate non veritiere, sarebbe stata concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata in Borsa.

Per questo motivo, le verifiche si stanno focalizzando sul versante finanziario, con l'obiettivo di accertare se il titolo azionario abbia registrato movimenti anomali e significative oscillazioni in coincidenza temporale con la diffusione degli episodi contestati.

Origini dell'inchiesta e le reazioni degli indagati

L'inchiesta ha preso avvio da una serie di denunce presentate da Claudio Lotito stesso, circa un anno fa. Queste denunce seguivano episodi di minacce e l'esposizione di striscioni contro la proprietà, apparsi in diverse zone di Roma. Il contesto generale è quello delle proteste di una parte della tifoseria laziale, che da mesi manifesta il proprio dissenso disertando in massa lo stadio Olimpico.

L'obiettivo primario dei pubblici ministeri è ora quello di comprendere se dietro questo malcontento e queste azioni di protesta possa esserci stata una regia occulta, finalizzata a esercitare pressioni su Lotito per spingerlo a cedere la società.

Gli elementi emersi nell'indagine indicano che i fatti oggetto di contestazione sarebbero iniziati dal giugno 2024, con la denuncia formale presentata nel giugno 2025. Tra le circostanze citate nell'ambito dell'inchiesta, figura anche una presunta offerta di 450 milioni di euro, attribuita a JP Morgan, per l'acquisto della S.S. Lazio. Di fronte a questa situazione, Claudio Lotito ha mantenuto il silenzio, dichiarando: "Non rilascio dichiarazioni su questa vicenda". Anche Mauro Masi ha respinto le accuse, affermando: "Sono basito. Sono acc".