La Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, ha respinto il ricorso presentato dall’ex arbitro di Serie A Fabrizio Pasqua contro la FIGC e l’AIA. La decisione, resa nota il 22 ottobre 2026, conferma l’orientamento già espresso in primo grado. Pasqua aveva avviato l’azione legale nel 2023, sostenendo che la sua attività arbitrale configurasse un rapporto di lavoro subordinato.
La sentenza, estesa per 13 pagine, ribadisce la pronuncia del Tribunale di Roma. Il fulcro della questione risiede nella natura dell’attività svolta dai direttori di gara: per la Corte, essa discende dal vincolo associativo con la FIGC e l’AIA ed è intrinsecamente legata al perseguimento dei fini istituzionali delle rispettive associazioni.
La natura del rapporto arbitrale
La Corte ha dunque confermato che l’attività dei direttori di gara non configura un rapporto di lavoro subordinato. La sentenza cita un principio fondamentale: "il vincolo associativo avente un determinato oggetto può essere ricondotto a un rapporto di collaborazione subordinata fra i medesimi soggetti solo qualora l’attività svolta esuli dal contenuto dell’oggetto sociale e non coincida con il conseguimento dei fini istituzionali dell’associazione".
In tale contesto, il ricorso dell’ex arbitro è stato respinto poiché la funzione arbitrale è stata ricondotta all’ambito associativo e istituzionale delle organizzazioni di appartenenza. La Corte ha pertanto avallato l’impostazione del Tribunale di Roma, escludendo che la prestazione arbitrale, nel caso specifico, potesse essere qualificata come lavoro subordinato.
Le implicazioni della sentenza d'appello
Questa pronuncia rafforza la posizione giuridica di FIGC e AIA, con la conferma in appello della correttezza dell’inquadramento dell’attività arbitrale. Il caso Pasqua si inserisce in un dibattito cruciale per il calcio italiano, toccando il rapporto tra appartenenza associativa, funzioni istituzionali e le tutele richieste da coloro che operano nei campionati professionistici.
Altri pronunciamenti della giustizia federale
Nel 2026, la Corte Federale d’Appello ha gestito numerosi procedimenti. L’11 settembre è stato respinto il reclamo di un avvocato. Il 10 agosto, è stato accolto il reclamo della Napoli Women, revocando la penalizzazione di quattro punti e prosciogliendo Marco Bifulco e Valentina Fistarol.
Il 15 luglio, il Trapani ha visto confermati cinque punti di penalizzazione per violazioni amministrative. Il 23 giugno, Luigi Catanoso è stato escluso dall’AIA, a seguito dell’accoglimento del reclamo della Procura Federale. Il 18 giugno, un reclamo su una candidatura a presidente federale è stato respinto. Il 23 aprile, il Trapani ha avuto nuovamente confermata una penalizzazione di cinque punti. Il 21 aprile, sono state confermate dieci giornate di squalifica per Foti e Gregucci e l’ammenda di 5.000 euro per la Sampdoria. Il 30 marzo e il 20 febbraio, il Trapani ha subito ulteriori conferme di penalizzazioni (cinque e sette punti). Il 19 febbraio, è stato respinto il reclamo di Zappi, confermando tredici mesi di inibizione.
Il 21 gennaio, la Ternana ha avuto confermati cinque punti di penalizzazione. Il 9 dicembre 2025, la Triestina ha visto confermati tre punti di penalizzazione. Il 21 novembre 2025, il Rimini ha ricevuto due punti di penalizzazione aggiuntivi. Il 20 ottobre 2025, la Triestina ha avuto confermati tredici punti di penalizzazione. Il 10 ottobre 2025, il Rimini ha avuto confermati undici punti di penalizzazione. L’8 settembre 2025, il Foggia è stato prosciolto da una penalizzazione di tre punti. Il 20 giugno 2025, il Trapani ha avuto confermati otto punti di penalizzazione. Il 19 giugno 2025, la penalizzazione della Triestina è stata ridotta da nove a sette punti. Il 4 giugno 2025, è stata anticipata l’udienza per il ricorso del Brescia contro otto punti di penalizzazione.
Il 2 aprile 2025, la Lucchese ha avuto confermati sei punti di penalizzazione. Il 28 marzo 2025, il Taranto ha visto confermata l’esclusione dal campionato e tre punti di penalizzazione. Il 12 marzo 2025, il Rimini ha avuto confermati due punti di penalizzazione. Il 9 gennaio 2025, il Montignoso è stato prosciolto. Il 20 dicembre 2024, la squalifica di Catanoso è stata aumentata da due a tre anni. Il 12 dicembre 2024, il Taranto ha avuto confermati quattro punti di penalizzazione.