A Roma, il 2 novembre 2026, il neoeletto presidente dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA), Francesco Massini, è intervenuto con fermezza sugli insulti sessisti rivolti da alcuni spettatori a Maria Sole Ferrieri Caputi durante l'incontro Como-Venezia. L'AIA ha difeso l'arbitra, la prima donna a dirigere una partita di Serie A, e ha collegato la condanna a un richiamo più ampio sull'importanza della presenza femminile: negli organici arbitrali sono infatti presenti oltre 2.200 donne, pari a circa il 6,7% dell'intera associazione.

La ferma condanna dell'AIA

Massini ha categoricamente respinto ogni forma di "insulto sessista, discriminazione e violenza verbale" nei confronti delle associate, definendo tali comportamenti "inaccettabili" e del tutto incompatibili con i valori fondamentali dello sport. Il presidente ha voluto sottolineare che episodi di questa natura non si limitano alla Serie A, ma possono purtroppo verificarsi anche nei campi giovanili e dilettantistici, contesti in cui ogni fine settimana migliaia di arbitri e arbitre svolgono il proprio ruolo con passione, impegno e un profondo senso di responsabilità.

Il messaggio di Massini è stato esteso a tutte le componenti femminili dell'AIA. Le oltre 2.200 donne che fanno parte dell'organico, ha evidenziato il presidente, offrono un contributo essenziale alla crescita e al corretto funzionamento del movimento arbitrale italiano.

Scendono in campo con competenza, determinazione e professionalità, garantendo il regolare svolgimento delle competizioni. A loro, ha ribadito Massini, devono essere riconosciuti "rispetto, considerazione e ammirazione" per il ruolo cruciale che ricoprono e per la dedizione con cui si pongono al servizio del calcio.

L'episodio VAR sotto esame

L'incontro Como-Venezia è stato oggetto di attenzione anche per un episodio di natura tecnica. L'arbitra Ferrieri Caputi aveva inizialmente concesso un rigore al Como, poi trasformato da Cunha, e successivamente un altro rigore al Venezia. Tuttavia, dopo il richiamo dalla sala VAR e l'on field review, la seconda decisione è stata revocata. L'intera azione sarà ora esaminata attentamente dal designatore Daniele Orsato, che era presente in tribuna al Sinigaglia e, secondo alcuni osservatori, ha lasciato lo stadio a fine gara con un'espressione visibilmente contrariata.

La linea guida del designatore Orsato mira a limitare l'intervento del VAR entro le regole stringenti del protocollo, mantenendo all'arbitro in campo la responsabilità primaria della decisione. Sarà quindi oggetto di valutazione il rapporto tra il richiamo proveniente dalla sala VAR e la scelta finale dell'arbitra. Negli ambienti arbitrali si attende con interesse l'analisi del tocco di mano del giocatore coinvolto nell'episodio.