Una sconfitta amara e parole nette quelle pronunciate da Ruben Amorim, tecnico del Milan, dopo il deludente 0-2 subito contro il Ferencvaros a San Siro in Europa League. L'incontro, disputatosi il 5 novembre 2026, ha lasciato un segno profondo, spingendo l'allenatore rossonero a una dura riflessione sull'approccio della squadra. Amorim ha infatti commentato la prestazione, giudicata insufficiente, con particolare riferimento al primo tempo, indicato come il momento più critico della serata.
La reazione del tecnico è stata immediata e senza filtri.
“Non c'è spiegazione. Non c'è niente che io possa dire, soprattutto sul primo tempo. Non ricordo un altro primo tempo così”, ha dichiarato Amorim, sottolineando una palese mancanza di ambizione e concentrazione. Ha evidenziato come la squadra abbia “regalato opportunità” e commesso “regali stupidi”, mostrando di non essere “preparata per giocare a calcio”. Una lettura diretta che va oltre il mero risultato, toccando la capacità mentale del Milan di affrontare una competizione europea con la giusta determinazione e la necessaria preparazione.
Il Peso della Maglia e la Necessaria Transizione
Amorim ha collegato la prestazione opaca anche alla difficile transizione emotiva e tattica dal derby di campionato alla sfida europea.
“Semplicemente non siamo stati pronti nel passare dal derby a quest'altra competizione”, ha affermato, rimarcando un concetto fondamentale: “Quando giochi con la maglia del Milan hai una responsabilità e non puoi presentarti così”. Il tecnico non ha esitato ad assumersi parte della colpa, ammettendo possibili errori nella preparazione dell'incontro. “Probabilmente anche io non ho fatto in modo che la squadra scendesse in campo pronta, forse ho sbagliato anche io qualcosa”, ha aggiunto, mostrando un atteggiamento di auto-critica costruttiva.
L'Europa League: Un Impegno da Non Abbandonare
Nonostante la delusione, il messaggio di Amorim è chiaro: l'Europa League non deve essere abbandonata. Sebbene la priorità sia il campionato, il Milan deve dimostrare di saper competere su più fronti.
“Devo pensare al campionato”, ha spiegato, ma ha subito precisato l'importanza di fare bene anche in campo europeo. L'allenatore ha insistito sulla necessità di una squadra in grado di gestire il turnover e di mantenere un ritmo elevato. “Dobbiamo e possiamo vincere le partite nonostante il turnover. Dobbiamo essere pronti, ora non lo siamo, per giocare e vincere ogni tre giorni”, ha dichiarato, ribadendo con fermezza: “Ma non mollerò questa competizione”. La determinazione è quella di lottare fino all'ultimo, finché la matematica non condannerà definitivamente i rossoneri. “Finché non ci condanna la matematica lotteremo in questa competizione come nelle altre”, ha concluso Amorim, lanciando un chiaro segnale di resilienza e impegno.