Recentemente il Governo ha annunciato la riduzione della cedolare secca per i contratti d'affitto a canone concordato. L'aliquota, che già si era ridotta dal 19% al 15%, è scesa ulteriormente fino al 10%. L'imposta piatta in materia di affitti di immobili ad uso abitativo, diventa così ancor più conveniente per via di questo abbassamento. 

Vantaggi del contratto d'affitto con cedolare secca

A vantaggio dei contratti di locazione con cedolare secca troviamo l'incremento della tassazione per l'imposizione ordinaria sugli affitti a partire dal 1° gennaio 2013.

L'abbattimento della deduzione forfettaria, che passa dal 15% al 5%, infatti, permette al locatario di percepire un importo netto dell'affitto minore. A pesare a favore dei contratti d'affitto a canone concordato con cedolare secca è l'aliquota da applicare sull'importo percepito, che come detto in precedenza è sceso al 10% per il 2014. Bisogna ricordare anche che l'Irpef da pagare è sul 95% dell'importo percepito con la tassazione ordinaria e sul 66,5% dell'importo percepito con il canone concordato.

Inoltre, la cedolare secca comprende anche tutti i tributi, dunque vi è la possibilità di omettere il pagamento di addizionali regionali e comunali, marche da bollo e imposta di registro. Cosa da tenere bene in considerazione se si pensa ai recenti incrementi della tassazione a livello regionale e comunale.



Svantaggi del contratto d'affitto con cedolare secca

Dopo aver visto i punti a favore dei contratti di locazione a canone concordato con cedolare secca, andiamo a vedere gli svantaggi che essi comportano. Innanzitutto, bisogna sapere che applicando la cedolare secca non è permesso aggiornare il canone d'affitto in base alle rivalutazioni dell'Istat; inoltre, non è possibile usufruire di detrazioni d'imposta e oneri deducibili, a meno che non si abbiano altri redditi. Dunque, tenuto conto di tutti questi aspetti bisogna valutare quale sia la soluzione migliore.