Il capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, ha nuovamente sollecitato la Regione a fornire chiarimenti urgenti in merito ai tempi di erogazione del bonus prima casa, un beneficio atteso con grande aspettativa da 450 famiglie lucane. Lacorazza ha sottolineato come queste famiglie abbiano maturato un'aspettativa concreta rispetto allo scorrimento dell'avviso per il bonus, una battaglia che il gruppo consiliare porta avanti da mesi, contribuendo attivamente a rafforzare tale speranza e a mantenere alta l'attenzione sulla questione.

Il Dipartimento Infrastrutture della Regione Basilicata aveva intrapreso contatti telefonici con i potenziali beneficiari prima della scorsa Pasqua, richiedendo l'aggiornamento di dati essenziali, tra cui quelli relativi alla posta elettronica certificata (PEC). Questo passaggio era stato presentato come propedeutico all'imminente erogazione del bonus. Tuttavia, a distanza di tre mesi da quella richiesta di aggiornamento, la chiarezza sui tempi effettivi di pagamento è ancora completamente assente. Lacorazza ha espresso forti dubbi sulla reale e concreta disponibilità delle risorse necessarie, affermando che "forse, si potrebbe dimostrare che vi era un'aspettativa diversa: che i tempi sarebbero stati più brevi", suggerendo una possibile discrepanza tra le promesse e la realtà.

Ritardi e risorse bloccate: le richieste del PD

Il capogruppo del PD ha richiamato l'attenzione su una dichiarazione rilasciata dall'assessore Pepe circa un mese fa, durante una seduta del Consiglio regionale. In quell'occasione, l'assessore aveva menzionato una verifica in corso con il direttore della programmazione Morvillo, finalizzata a esplorare la possibilità di anticipare le risorse destinate al bonus, che risultano ancora bloccate a Roma. Lacorazza ha quindi interrogato la Regione sulla concretezza e l'imminenza di tale potenziale anticipazione, ribadendo con forza l'urgenza di risposte definitive e non evasive per le 450 famiglie coinvolte. Ha inoltre espresso la sua preoccupazione che le risposte fornite possano rivelarsi "retoriche e propagandistiche, con il retrogusto di ammantare i ritardi con efficientismo e concretezza", un monito contro giustificazioni superficiali.

Concludendo il suo intervento, Lacorazza ha voluto evidenziare come le sollecitazioni e le proposte avanzate dalla minoranza possano, in determinate circostanze, essere colte come uno spunto costruttivo per riconoscere un impegno comune nella risoluzione dei problemi che affliggono la comunità. Un tale atteggiamento di collaborazione, ha affermato, non solo rafforza il ruolo e la credibilità dell'Istituzione, ma anche la stessa funzione di governo, promuovendo una maggiore efficacia nell'azione politica.

Il nodo dei fondi: sblocco da 180 milioni di euro

La complessa questione del bonus prima casa interessa direttamente 450 famiglie lucane, le quali attendono da oltre due anni di poter accedere a questo beneficio fondamentale, il cui accesso è strettamente collegato allo scorrimento della graduatoria regionale. In un recente contesto, durante un'audizione tenutasi in Seconda Commissione, il direttore generale della Programmazione, Morvillo, ha fornito un aggiornamento cruciale: la Corte dei Conti avrebbe dato il via libera alla procedura per lo sblocco di ben 180 milioni di euro. Queste risorse provengono dal Fondo di Rotazione e sono a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), e sono considerate indispensabili per poter dare una risposta adeguata e concreta alle legittime richieste delle famiglie interessate. Di fronte a questa situazione, Lacorazza ha reiterato con fermezza la sua richiesta di "risposte più certe nei tempi e nelle modalità" per l'effettiva e tempestiva erogazione del bonus, al fine di porre fine a questa lunga attesa.