Le persone che sono state arrestate per il furto della Reliquia di Wojtyla, non si erano informate sull'effettivo valore di quello che avevano sottratto, almeno così avevano dichiarato. Le forze dell'ordine sono state fino ad oggi alla disperata ricerca di quel pezzo di tonaca che Wojtyla indossava quando fu ferito nell'attentato del 13 maggio 1981 in P.zza San Pietro. Alcune testate non avevano escluso una possibile pista satanica ma, a quanto pare, è stata solo una bravata di alcuni tossicodipendenti per raccimolare del denaro.
Ricordiamo infatti che nei giorni precedenti era stata ritrovata solo una parte della Reliquia di Papa Wojtyla, trafugata il 26 gennaio: nella mattina, alle ore 11.43, era avvenuta la scoperta che delle persone non identificate erano riuscite ad entrare all'interno del Santuario rubando il reliquario con la Reliquia del Sangue di Giovanni Paolo II, oltre ad un crocifisso posto sull'altare.
Solo grazie alle ricerche della polizia locale, gli investigatori erano riusciti a trovare la parte in ferro della preziosa reliquia nella sede del SerT (Servizi per le Tossicodipendenze), nelle vicinanze della Basilica di Collemaggio a L'Aquila. La squadra mobile era infatti riuscita ad identificare i presunti responsabili di una rapina compiuta nei giorni precedenti nella stessa area ed i responsabili hanno poi confessato anche il furto del crocifisso rubato alla chiesa.
Grazie alle indagini della polizia, le ricerche sono oggi finite con il ritrovamento del pezzo di stoffa che era nascosto nel garage di uno dei tossicodipendenti: quasi tutti i frammenti di quel pezzo di tonaca sono stati ritrovati e ricostruiti grazie all'intervento del Vescovo ausiliario de L'Aquila, Giovanni D'Ercole, secondo il quale mancherebbero solamente alcuni filamenti.