Disastro ambientale e omicidi colposi. Con queste accuse il Gip del tribunale di Savona, Fiorenza Giorgi ha emesso ordinanza di sequestro ai danni della Tirreno Power, una centrale elettrica di Vado Ligure. Secondo gli inquirenti, l'azienda a seguito del mancato rispetto di alcune prescrizioni dell'Aia, avrebbe provocato morti sospette, circa 400, tra il 2000 ed il 2007. Alla centrale al cui interno lavorano circa 700 dipendenti, sono stati apposti i sigilli ma non è stata bloccata.

Pare che siano stati spenti solamente due gruppi a carbone mentre restano in funzione i gruppi a gas.

Alla base del sequestro ci sarebbe uno studio che prova un nesso di casualità tra le morti e le patologie riscontrate. In modo particolare, ci sarebbe stato, nel periodo sotto osservazione, un aumento della rarefazione dei licheni ed un aumento considerevole di malattie mortali. Questo avrebbe portato a circa 2mila ricoveri di adulti per malattie cardiovascolare e 450 bambini per malattie respiratorie. Tesi respinte su tutta la linea dai vertici dell'azienda detenuta per il 50% dalla francese Gdf - Suez e partecipata al 5% da Sorgenia.

Il livello delle emissioni, seconda l'azienda, vengono costantemente monitorate e sarebbero in linea con le disposizioni dell'Aia. Le inchieste per disastro ambientale ed omicidio colposo vedono implicati l'ex direttore generale Giovanni Gosio ed il direttore dello stabilimento Pasquale D'Elia. La difesa smentisce le accuse ed afferma che le tesi probatorie non confermano sversamenti nelle acque e diffusione nelle arie di emissioni superiori al limiti consentiti.

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La penserà allo stesso modo il giudice?

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