Ciò che la cronaca fa emergere in questi ultimi mesi sui reati sessuali che coinvolgono minori è pesante e comincia a preoccupare. Qualcuno pensa che, quando s'intrecciano sesso e denaro, tutto può accadere. Va bene, però certe vicende da "Gioventù bruciata" fanno rabbrividire e riflettere su quanto siamo messi male.
Vediamo alcuni scandalosi esempi di reati sessuali che hanno coinvolto minori avvenuti a Genova su cui sta indagando la Procura.
Gigolò minorenni venivano adescati da decine di pedofili over 40 attraverso siti gay per adulti. Gli incontri sessuali si tenevano in una stanza di Motel chiamata in codice "scannatoio".
Gli adulti, talvolta insospettabili padri di famiglia, si accoppiavano con ragazzini che definivano "carne fresca" (risulta dalle intercettazioni). Il compenso? Denaro, modeste ricariche telefoniche, regali (es. tablet, smartphone).
Sempre nel capoluogo ligure, baby studentesse sottoposte ad abusi sessuali via internet e poi ricattate. I pedofili, in questo caso, utilizzando un profilo fasullo su internet, si fingevano minorenni ed adescavano le vittime adolescenti sino a convincerle a mostrarsi nude o seminude. Quando ciò avveniva il gioco era fatto. Registravano le scene e minacciavano di mostrare le immagini a genitori, parenti e amici se le piccole non si fossero prestate a giochi erotici virtuali via web.
Che squallore!
Il reato di divulgazione di materiale pedopornografico scoperto dalla Procura di Genova lascia sbigottiti. In questo caso c'è di mezzo la pratica del "selfie", ovvero la mania di autoriprendersi negli incontri "appassionati" con il fidanzatino. Il filmato poi veniva in possesso del giovane partner che prevalentemente lo teneva riservato ma alcuni, più furbetti, per mostrarsi "galli" lo inviavano ad amici o lo pubblicavano in rete violando palesemente la legge e mettendo nei guai la propria amichetta.
In una scuola professionale, come ci narra il Secolo XIX, durante la ricreazione, tre ragazze minorenni si offrono e consumano sesso. E dopo?: "Ora mi dai 100 euro o dico che mi hai violentata, ho il tuo dna addosso".
Un ragazzo, sebbene impaurito, ne parla al professore che si rivolge alle forze dell'ordine, scattano le indagini e tuttto si scopre.
Gli episodi sopra illustrati vengono dopo i casi ecclatanti delle baby squillo di Roma che hanno coinvolto personaggi "per bene" molto conosciuti e che ora tremano all'idea di essere chiamati in causa dalla giustizia. In conclusione ci sentiamo di suggerire a chi è genitore: Forse è meglio un dialogo costante ed un controllo pressante sui figli che scoprire poi di avere in casa una baby squillo o un piccolo gigolò.