Non è una notizia fresca il fatto che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la first lady Michelle sarebbero andati molto vicini al divorzio e che soltanto le pressioni dei Consiglieri della Casa Bianca avrebbero, per il momento, messo un freno ad una situazione drammatica, con il presidente degli Stati Uniti ancora in carica e la sua eredità presidenziale e, quindi, l'immagine del suo partito, a rischio.


La vera notizia di questi giorni non è, dunque, che la first lady stesse progettando, dopo aver incontrato alcuni avvocati divorzisti, una vita separata dal marito alla fine del mandato di Obama, quanto piuttosto ciò che la "gola profonda" dalle parti di Washington (le cui dichiarazioni vengono riportate da una nota del National Enquirer il 3 aprile) ha lasciato trapelare, dipingendo Michelle come una "spendacciona".


I Media occidentali hanno cercato di far passare il recente viaggio di Michelle in Cina come uno scambio 'people-to-people', ma secondo l'informatore del National Enquirer si è trattato dell'ennesimo segnale che indica come Obama abbia perso completamente il controllo sulla moglie e come quest'ultima stia approfittando di una situazione di imbarazzo del presidente (si veda il caso del "selfie" ai funerali di Mandela) per "farsi le vacanze a spese dei contribuenti americani".


Sempre secondo la "gola profonda" citata dall'Enquirer, sommando i costi delle vacanze, quelli degli ultimi viaggi di Michelle (senza Obama) e la visita in Cina della first lady, la cifra si aggirerebbe sui 150 milioni di dollari.


Il solo viaggio nella Repubblica Popolare ha avuto costi astronomici. Michelle, accompagnata dalle figlie e dalla madre Marian Robinson ha preso alloggio nella sontuosa suite presidenziale dell'hotel Westin Beijing (8.350 dollari a notte). Si tratta di una suite di 3.400 metri quadrati, con maggiordomo incluso 24 ore su 24 ed un bagno turco.
Senza mettere in conto che, secondo un rapporto dei dipendenti dell'hotel, la madre di Michelle avrebbe "abbaiato (sbraitato) costantemente al personale" e che la first lady "scomodava in continuazione il personale dell'hotel per ogni minima cosa".


Tornando ai viaggi della "regina" americana (così scrive l'Enquirer), effettivamente sono stati molti e molto costosi: senza voler prendere in considerazione le ferie di agosto e quelle (recenti) natalizie nel lussuoso hotel Martha alle Hawaii, sono sufficienti quelle in Messico e Spagna nel 2010, presso la stazione sciisitica di Vail in Colorado nel 2011, in America Latina (nuovamente con madre e figlie) sempre nel 2011 ed ancora, nel medesimo anno, in un safari (con i nipoti) in Sud Africa, per rendersi conto che la cifra di 150 milioni di dollari non appare affatto spropositata.


Lo appare ancora meno se si considera che, nel giugno del 2013, per i due giorni in Irlanda, l'affitto delle 30 camere in un albergo esclusivo, ove alloggiare il personale di sicurezza al seguito della first lady, è costato ai cittadini USA la "modica" cifra di 5 milioni di dollari.
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