Dopo la tregua fragilissima degli ultimi giorni e il fallimento della mediazione egiziana, la situazione a Gaza, dove la guerra non conosce soste, torna a farsi esplosiva, e l'impressione è che la situazione sia destinata ad aggravarsi, Israele ha da poco annunciato il richiamo di 10mila riservisti. Raid israeliani sulla Striscia hanno fatto cinque morti palestinesi, altre quattro vittime, nel centro del territorio palestinese ne aggiungono dai pronto soccorsi locali. Oggi un bambino di cinque anni israeliano, di Nahal Oz, rimasto gravemente ferito, è morto da un colpo di mortaio palestinese lanciati da Gaza nelle località del Neghev occidentale; alcuni razzi sono tornati a minacciare anche Tel Aviv, comunque prontamente fermati dalla ormai famosa batteria antimissile " Iron Dome".
Una sessantina sarebbero stati in totale i razzi lanciati da Gaza oltre la Striscia, uno dei quali ha colpito una sinagoga a Ashdod. Il colpo che è costato la vita al bambino, secondo fonti israeliane, è partito da un centro Unrwa( scuole Onu che ospitano rifugiati palestinesi) nei sobborghi di Gaza. Con la morte del bambino di oggi salgono a quattro le vittime civili israeliane dall'inizio del conflitto, giunto nel frattempo al 47esimo giorno. I soldati vittime del conflitto invece. sono ad oggi 44; 2100 secondo l'ultimo bilancio quelle palestinesi. " Hamas pagherà un duro prezzo per questo grave atto di terrorismo" è stata l'immediata risposta del primo ministro dello Stato d'Israele, Benjamin Netanyahu.
Intanto, a Gaza, di fronte alla moschea al-Omari, al termine delle preghiere, Hamas ha passato per le armi, in esecuzione pubblica, diciotto persone, tra cui due donne, presunti collaborazionisti di Israele. " Hamas è come l'Isis entrambe compiono esecuzioni di massa a sangue freddo" ha risposto oggi Benjamin Netanyahu su Twitter, è la terza volta in breve tempo che il leader israeliano paragona le due entità.
Per cercare uno spiraglio, una possibile via di uscita a questa violenza incessante nella guerra tra Israele e Hamas, a fronte anche dell'inutile tentativo egiziano, Gran Bretagna, Francia e Germania hanno presentato all'Onu una bozza di risoluzione congiunta che prevede la richiesta di un immediato cessate il fuoco, ma ancora non è chiaro quali siano le risoluzioni che dovrebbe applicare il segretario generale Ban Ki-moon, al fine di ottenere il consenso a una tregua duratura.