Mentre continua il " valzer delle accuse" tra Hamas, che nega il rapimento dell'ufficiale israeliano ipotizzando che sia morto sotto i bombardamenti israeliani. e Israele, che ne ha fatto casus belli, accusandosi vicendevolmente per la violazione del cessate il fuoco del primo agosto, dalla tv nazionale parla il premier israeliano Benyamin Netanyahu, e comunica che" si prosegue fino a missione compiuta", e prosegue mettendo in chiaro che qualsiasi prospettiva sulla ricostruzione e susseguente sviluppo di Gaza è legata al disarmo di Hamas e di tutta la Striscia.

Intanto, da una decisione unilaterale del governo dello stesso Netanyahu, le truppe d'Israele iniziano a lasciare Gaza, prevedendo imminente il completamento della missione, entro le prossime 24ore, ovvero la distruzione totale dei famigerati tunnel di Hamas che portano dentro lo stato d'Israele. A Beit Hanoun e a Bayt Lahiya, due delle zone dove i combattimenti sono stati più duri e intensi, le truppe si sono ritirate a ridosso del confine, e il ministro della Giustizia, Tzipi Livni, precisa che il ritiro delle truppe militari israeliane dentro Gaza avverrà comunque sulla base degli interessi di Israele. Attendista Hamas, che per voce, citata dall'agenzia palestinese Maan, di Sami Abu Zuhri, portavoce dell'organizzazione, dichiara che Hamas si regolerà sul terreno, al momento, ma il ritiro da Gaza d'Israele non "impegna" Hamas, pronta a continuare a combattere se necessario.

Il ritiro sarà parziale e avverrà con precedenza dai centri abitati. Tuttavia pur tra le tante rassicurazioni dei media locali, almeno 100 palestinesi sono stati uccisi a Rafah dalla scomparsa dell'ufficiale Hadar Goldin, che prende i contorni del mistero dopo che una commissione diretta dal rabbino capo dell'esercito ha annunciato la morte del soldato, senza però chiarire se sia stato ritrovato il corpo del giovane. Dall'8 luglio, giorno di inizio degli scontri sono stati uccisi 1674 palestinesi e 60 israeliani, Israele sostiene di avere le prove che quasi la metà delle vittime palestinesi erano miliziani combattenti. Infine una dichiarazione di Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef: i bambini uccisi nella Striscia di Gaza sono almeno 245.