Quanto ci troviamo di fronte a dei volontari che vengono rapiti da ribelli è normale che scatti subito la solidarietà e ogni sforzo e risorsa venga impiegato per riportare a casa i malcapitati. Questo sembra un ragionamento che vale in tutto il mondo, indipendentemente dalla nazionalità dei ribelli e dei volontari che si sono ritrovati nel momento sbagliato nel posto sbagliato. Questo però non è successo con il caso italiano di due volontarie. "Ora mi chiedo: per le due sprovvedute partite per farsi i selfie tra i ribelli siriani è giusto che si mobiliti la diplomazia internazionale?

- ha dichiarato l'assessore all'Ambiente del Comune di Varese, Stefano Clerici - Umanamente mi dispiace, per carità, ma con la guerra non si scherza e da bambine è bene che non si giochi alle 'piccole umanitarie', ma con le Barbie". Queste sono le dichiarazioni rilasciate, diremmo decisamente dal fuori coro, a proposito del rapimento di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due giovani ragazze volontarie che sono state rapite in Siria e precisamente nella zona nella zona di Aleppo. Secondo l'assessore le due volontarie sono partite per farsi un paio di selfie tra i ribelli siriani: una versione che sicuramente è discutibile ma se l'uscita è di queste dimensioni, avrà i suoi buoni motivi per farla.

Il lavoro del Ministero degli Esteri Italiano

Intanto il vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli invita al silenzio e alla discrezione sul caso e ci tiene a precisare che la Farnesina si è mossa da subito per rintracciare i rapitori di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli: purtroppo però, ad oggi, ogni tentativo non ha portato a grandi risultati. Ovviamente, ma questo è quello che si augura anche l'assessore Clerici, si spera in una risoluzione positiva del caso e rapidamente.

Dopotutto stiamo parlando di due ragazze ventenni che forse saranno sprovvedute o alla ricerca di gloria e attenzioni, ma sempre ragazze restano. E magari, se le loro intenzioni sono poco serie e non umanitarie, ci penseranno due volte la prossima volta. Intanto però, riportiamole a casa.

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